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    McKennie, la 'sgridata' di Colinet spiega la sua parabola alla Juventus: tutti i numeri

    McKennie, la 'sgridata' di Colinet spiega la sua parabola alla Juventus: tutti i numeri

    • Benedetta Panzeri
    Weston McKennie sembra più in forma che mai. Alla vigilia di un match molto importante per la Juventus, quello in Francia contro il Lille che potrebbe dare una spinta notevole al percorso bianconero in Champions League, il centrocampista statunitense è apparso decisamente brillante e "vivace" nell'allenamento di questa mattina alla Continassa, aperto per la prima parte anche ai media. Forse quasi troppo se è vero che, come notato dai nostri inviati, si è preso pure un affettuoso "rimbrotto" da Simon Colinet: il collaboratore di Thiago Motta, diventato famoso per il suo mantra "non c'è più riposo", lo ha infatti invitato a rallentare e calmarsi un po', dopo averlo visto decisamente carico all'inizio del riscaldamento trainando l'intero gruppo con un'energia e un entusiasmo sorprendenti.
     

    La parabola di McKennie alla Juventus


    Un episodio simpatico, che fa sorridere ripensando a ciò che era McKennie appena pochi mesi fa. Finito sulla lista degli esuberi, come si ricorderà il classe 1998 ha rifiutato il trasferimento all'Aston Villa nell'ambito dell'operazione per l'acquisto di Douglas Luiz, con il rischio di rimanere ai margini del nuovo progetto bianconero. Il destino, però, aveva in serbo ben altro per lui, presto diventato centrale per Thiago Motta che non ha esitato a fare affidamento su di lui, quando è stato necessario, ricevendo in cambio prestazioni quasi sempre positive.
     

    I numeri della sua stagione


    I suoi numeri, del resto, parlano da soli: 10 le presenze di McKennie in questa prima parte di stagione con la Juventus tra Serie A e Champions League, per un totale di 587 minuti all'attivo, con due goal - il primo contro il PSV Eindhoven e il secondo solo pochi giorni fa contro il Parma - e due assist. Weston, insomma, si sta confermando un elemento di sicura affidabilità, un tuttocampista di quelli che al tecnico bianconero piacciono molto, capace di fare il suo lavoro in mezzo al campo quanto di rendersi pericoloso in fase offensiva con inserimenti e tanta corsa. 
     

    I numeri in Champions


    Finora, inoltre, l'americano ha dato il meglio di sé proprio sul palcoscenico della Champions, dove ha sempre giocato titolare lasciando traccia di prestazioni che sfiorano il 7 in pagella: i dati raccolti nelle tre partite, infatti, parlano di uno 0,91 di expected goals e di una media dell'86% di passaggi riusciti (sia nella propria metà campo che in quella avversaria); migliorabile lo score dei duelli, di cui ha vinto solo il 24%. La buona - anzi, ottima - notizia è che Weston non ha nessuna intenzione di rallentare. Per il Lille è già pronto, la Juventus aspetta le sue "magie". E se l'entusiasmo sarà quello visto questa mattina, ci sarà da divertirsi...



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