
Dusan Vlahovic, dall'entusiasmo dell'arrivo alle difficoltà nascoste: ma sarebbe potuta andare diversamente?
La prima allo Stadium, nella nebbia, contro il Verona. Una manciata di minuti ed è subito goal, tifosi in delirio e la sensazione di aver finalmente ritrovato il bomber che tanto mancava alla Vecchia Signora. Dusan è sembrato da subito innamorato della Juventus, al punto da rifiutare le lusinghe di molte big d'Europa (Arsenal su tutte) per trasferirsi all'ombra della Mole.
Da lì un percorso fatto di sogni, di prime volte. La prima volta in Champions con la rete dopo nemmeno un minuto contro il Villarreal, la zampata decisiva contro l'Inter per regalare l'ultimo trofeo a Massimiliano Allegri. Il coraggio, nonostante la giovane età di parlare e spiegare cosa non andava nei periodi di difficoltà della Juventus, senza dimenticare qualche esultanza con un pizzico di polemica e qualche partita complessa, dove tutto sembrava non andare per il verso giusto.

Se in quel gennaio 2022 Dusan compiva 22 anni, oggi ne compie 25, un quarto di secolo ed un traguardo importante. Da tre anni continua a provare a tenere a galla la Juventus, senza mai farle mancare l'amore che merita. Salvo sorprese però, il ventiseiesimo compleanno di Dusan non sarà sotto la Mole (come raccontato questa mattina). Niente rinnovo, niente ingaggio spalmato e Vlahovic lontano da Torino. Sembra essere questa la fine. Le tre panchine consecutive, i 29 minuti giocati nelle ultime tre. La storia tra Vlahovic e la Juventus sembra si avvicini alla conclusione, anticipata e forse anche sofferta. "Non costruiamo casi dove non ci sono" dice sempre Thiago Motta riferendosi al centravanti serbo.
Una storia che ora sembra destinata a giungere al termine, come quei film il cui finale sembra essere già scritto. Ecco quindi che per Dusan potrebbe essere l'ultimo compleanno sotto la Mole e soprattutto con addosso quella maglia bianconera che tanto ha amato e soprattutto voluto.
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