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    La Juventus si è persa (o non si è mai davvero trovata?). Le basi del progetto non sono più così solide

    La Juventus si è persa (o non si è mai davvero trovata?). Le basi del progetto non sono più così solide

    • Benedetta Panzeri
    La Juventus si è persa. O forse non si è mai davvero trovata, in una stagione iniziata con i migliori presupposti e con tutto l'entusiasmo che porta con sé ogni rivoluzione, per poi degradare nella mediocrità della "pareggite" e, in questa fase, naufragare in una situazione che definire di crisi è tutt'altro che esagerato. Le idee di Thiago Motta stanno perdendo sempre di più la loro efficacia - sempre che qualcosa abbia mai davvero funzionato -, mentre i singoli che hanno faticato fin dall'inizio a emergere - Teun Koopmeiners su tutti - stanno entrando in un tunnel di sfiducia ulteriormente rabbuiato dalla mancanza di risultati davvero soddisfacenti.

     

    La Juventus in crisi


    I bianconeri sembrano non avere (più) un'anima, un'identità chiara. La Juventus vista contro il Benfica è apparsa disordinata, confusa, senza punti di riferimento né leader a cui aggrapparsi per provare a reagire a una situazione di (meritato) svantaggio, situazione che tra l'altro si era creata da sola con un approccio alla partita tutt'altro che cattivo, come ci si sarebbe aspettato da una squadra reduce da una sconfitta pesante come quella contro il Napoli.

     

    La sfida che attende la Juventus


    La sfida, ora, è di quelle importanti. Perché la Juventus non può permettersi di perdere ulteriore terreno sulle rivali in Serie A, ma allo stesso tempo sa anche di dover raggiungere a tutti i costi uno degli obiettivi minimi della stagione, ovvero la qualificazione agli ottavi di Champions League, che a questo punto passa dai Playoff (contro una tra Milan e PSV Eindhoven). Prima di tutto, però, la Signora deve (ri)trovare se stessa, capire chi vuole essere e dove è in grado di arrivare. A costo di mettere seriamente in discussione il "progetto" avviato in estate con Thiago Motta (e Cristiano Giuntoli), che forse ora non poggia più su basi troppo solide.

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