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    Vlahovic e il feeling speciale con la Champions: altro che 'ambientamento'

    Vlahovic e il feeling speciale con la Champions: altro che 'ambientamento'

    Chi può dimenticare quell’esordio in Champions League? Ti accomodi, prepari il posto, e Dusan Vlahovic è già lì, che esulta all’Estadio de la Cerámica. È il 22 febbraio 2022, una data che meriterebbe l’attenzione di un numerologo: l’attaccante serbo vive il suo battesimo nella competizione per club più prestigiosa al mondo. Ma non c’è bisogno di aspettare nemmeno due minuti per il suo primo sigillo nel torneo. Bastano 32 secondi: un lancio lunghissimo di Danilo, partito da prima della linea di metà campo, pesca Vlahovic. Lui sfugge ai difensori in maglia gialla, controlla il pallone con il petto all’ingresso dell’area e lascia partire un destro a incrociare che si insacca sul secondo palo. Una torsione perfetta, e Geronimo Rulli può solo guardare.

    Certo, il Villarreal avrebbe poi pareggiato quella gara d’andata degli ottavi di finale, per poi infliggere una cocente eliminazione alla Juventus al ritorno. Ma quel dettaglio, qui, conta poco. Quel lampo dopo appena mezzo minuto è stato il biglietto da visita di un 22enne appena arrivato dalla Fiorentina per 70 milioni di euro più bonus. Tempo di ambientamento? Zero.

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