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    Thiago Motta ha perso la bussola, la Juventus pure: la crisi è totale e non si conosce rimedio

    Thiago Motta ha perso la bussola, la Juventus pure: la crisi è totale e non si conosce rimedio

    • Michael Di Chiaro
    Il verdetto dell'Allianz Stadium è di quelli che non hanno bisogno di grosse interpretazioni e, soprattutto, apre a scenari inquietanti e preoccupanti per quanto riguarda il futuro. La Juventus chiude la prima fase della Champions League crollando, davanti ad un inviperito pubblico dell'Allianz Stadium, al cospetto di un Benfica che a Torino domina in lungo e in largo, quasi in scioltezza.


    Il boato di fischi che ha accompagnato l'uscita dal campo della squadra, sia all'intervallo che dopo il triplice fischio, rappresentano con ogni probabilità il punto più basso di questi primi sei mesi targati dalla gestione tecnica di Thiago Motta.


    Sì, proprio così. Perché quella che abbiamo davanti agli occhi è una crisi ormai pienamente certificata. La Juve è una creatura senza identità, attualmente indecifrabile, e che ha addirittura smarrito quel lotto di certezze che si era costruita con una buona prima parte d'annata. Il quadro ora è radicalmente mutato. Tutto sembra definitivamente smarrito.


    E il pensiero non può che andare (anche) sulla figura dell'allenatore che, in questo momento, dà la sensazione di aver smarrito totalmente la bussola, di non essere in grado di porre correttivi. Di incidere. Lo si era percepito a Napoli, nel confronto diretto con Conte, lo si è appurato nella notte di Champions, di fronte ad una Juventus in completo disarmo al cospetto di un avversario che si è dimostrato migliore sotto ogni punto di vista.


    Le attenuanti non sono mai mancate, soprattutto quando i tanti, troppi infortuni hanno costretto Motta a fare di necessità virtù, rallentandone inevitabilmente il percorso. Il progressivo rientro di tutte le pedine all'interno dello scacchiere, però, è come se avessero sortito l'effetto contrario. 


    La serata col Benfica era l'occasione buona per dare un segnale, per fornire un battito vitale. E invece diagramma piatto, ancora una volta. La Juventus in questo momento non è squadra, non gioca da squadra e non ragiona da tale. A Motta l'arduo compito di riagguantare una situazione che sta sfuggendo pericolosamente di mano.

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