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Perin dopo Juventus-Benfica: 'C'è poco da dire, meritiamo le critiche. Qualcuno ha giocato troppo, questa maglia pesa'
Le parole di Perin dopo Juventus-Benfica
TANTE PARATE – "Siamo in un momento molto difficile, dobbiamo prenderne atto. C’è da parlare poco e lavorare tanto. Accettiamo le critiche perché le meritiamo. Esiste un solo modo per superare questo momento, compattarci tutti insieme, fare gruppo e continuare a lavorare. Non conosco altre ricette".
COSA NON FUNZIONA – "Ci sono tanti giocatori che hanno giocato tante partite. Abbiamo sei difensori fuori da inizio anno, a un livello come questo le energie fisiche e mentali sono tante. Chi ha giocato tante partite sta subendo questa situazione, è umano. Dobbiamo trovare il modo per superare questo momento".
COME STA LO SPOGLIATOIO – "Ci siamo detti che l’unico modo per uscire da questo momento è stare ancora più insieme, lavorare più duramente, spronarci a vicenda per creare dentro e fuori lo spogliatoio un gruppo positivo, che ci unisca".
PROBLEMA DELLA JUVE – "Se lo sapessi ne avrei preso atto e lo avrei comunicato a tutti. Ci sono tanti giocatori che hanno giocato tante partite e non sono abituati. Giocare con la maglia della Juventus è pesante, giocare ogni tre giorni lo è ancora di più. Non è un’alibi ma dobbiamo fare i conti con la realtà. Ci sono le aspettative perché siamo alla Juventus, in questo momento stiamo dimostrando di non essere all’altezza".
POCHE GERARCHIE – "Realisticamente non solo chi indossa la fascia è capitano. Il mister ha premiato Weston perchè fa di tutto per il bene della squadra, si mette a disposizione in ogni momento per la squadra, è stato un premio che ha meritato. Per essere leader e capitani non serve la fascia, sappiamo chi sono i punti di riferimento. Dobbiamo trovare la ricetta giusta per uscire da questo momento, non conosco altri modi per uscirne se non il lavoro duro. Parlare poco, lavorare duro e pedalare".
JUVE FRAGILE – "Nel secondo tempo tecnicamente abbiamo fatto molto bene. Non abbiamo trovato la rete per colpa nostra, non è una questione di fragilità ma di compattarsi ancora di più. Ma è il bello della vita. I fischi ce li meritiamo, ci fanno male perché siamo umani e spetta a noi girare l’inerzia a nostro favore".
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