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    La Juventus di Thiago Motta è diabolica: alti e bassi non c’entrano

    La Juventus di Thiago Motta è diabolica: alti e bassi non c’entrano

    • Marco Amato
    Sbagliare è umano, perseverare è diabolico”. In estrema sintesi si può descrivere così questa Juventus che sembra incastrata in un loop, incapace di uscirne. Sbagliare è umano, soprattutto quando si è all’inizio di un progetto tecnico, soprattutto quando la squadra è giovane è inesperta. Reiterare gli stessi errori, però, significa che questo gruppo fatica a riconoscerli e, di conseguenza, a risolverli. E questo vale per chi scende in campo, ma anche per chi tiene le redini dalla panchina. E così, questa sera contro il Napoli, arriva la prima sconfitta in campionato: chissà che almeno non serva da stimolo.
     

    Juventus, sempre gli stessi errori

     
    Si fatica tremendamente ad andare oltre la frustrazione e cercare una spiegazione logica, ma questa Juventus sembra autosabotarsi, non voler vincere le partite. Non averne l’ossessione? Usate il termine che preferite. I bianconeri segnano e il copione è già scritto: le gambe tremano, il baricentro si abbassa e gli avversari prendono campo, fino a colpire. Laa JUventus h perso 17 punti da situazioni di vantaggio: sta tutto qui.
     
    E poi gli errori individuali. Ancora Cambiaso, ancora una palla sanguinosa persa e il goal degli avversari. Ancora Locatelli, ancora un’entrata sciagurata che regala il rigore al Napoli, così come al Milan in Supercoppa.
     
    E poi gli errori dalla panchina. Che senso ha insistere con questo Koopmeiners? Perché tenerlo in campo? Per dimostrare di avere ragione? Perché indica ai compagni quando iniziare il pressing? Tanti punti di domanda, sono gli stessi che affollano la testa di chi scrive. E, in generale, ancora una volta la gestione dei cambi non convince totalmente.
     
    Insomma, un enorme dej-vù di cui si farebbe volentieri a meno. Non c’entrano i fisiologici alti e bassi, c’entra il riconoscere gli errori come tali, lavorarci, risolverli. In questo senso, la partita contro il Napoli è un doppio passo indietro.
     

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