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Un passo alla volta, non ancora quelli decisivi. La Juventus è ancora al lavoro per ottenere uno sponsor di maglia all'altezza del nome, del brand, della storia. Non c'è ancora un'ufficialità perché si continua a lavorare affinché possa emergere la miglior soluzione possibile. 

Nelle ultime settimane si è tornati a parlare della pista Arabia Saudita, in particolare dei colloqui effettuati tra i dirigenti bianconeri e le compagnie aeree di bandiera. Come raccontato da Antonio Corsa, una di queste è stata imbastita con Riyadh Air. Risultato: già dallo scorso ottobre, tutto fermo, ogni prospettiva arenata. La proposta è stata rispedita al mittente perché ritenuta troppo bassa. 


Le offerte rifiutate da Juventus


Sul piatto, 120 milioni per sei anni di sponsorizzazione, un affare da 20 milioni di euro all'anno. Praticamente, la metà rispetto a quanto raccolto nei tempi d'oro - quelli sì - con Jeep sul petto. 

Altri passi erano stati fatti con Saudi Arabian Airlines, ossia "Saudia": è l'altra compagnia di bandiera dell'Arabia Saudita, nonché una delle principali fonti di sostentamento del calcio locale. A quest'ultimo e con quest'ultimo Saudia sta lavorando, salvo qualche incursione con la Roma (alla quale è interessata) e con il Newcastle, di proprietà saudita. 


Quanto chiede la Juventus?


Va da sé: sarà complicato ottenere gli introiti garantiti da Jeep, ma allo stesso tempo la richiesta della Juve resta superiore alla proposta declinata da Riyadh Air. Al momento, tutto è ancora aperto, così com'è aperta la porta della società a nuove proposte. 

Si sta costruendo una grande Juventus, per farne parte bisognerà essere dunque all'altezza.

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