Ultima uscita stagionale per la Juventus. Una sorta di ultimo giorno di scuola. E, come avviene in ogni finale di campionato, è giusto trarre un bilancio di quanto accaduto negli ultimi nove mesi. I giudizi si possono fornire solo se accompagnati da una grande esperienza. Chi meglio di Dino Zoff può dare una panoramica del mondo bianconero? Con il suo timbro di voce pacato e contemporaneamente deciso, l’ex portiere ed allenatore juventino analizza il 2018/19 che va lentamente esaurendosi.

Zoff, stavolta faccia finta di essere un insegnante. Come valuta la stagione della Juventus? La squadra di Allegri merita un voto alto?

“Assolutamente. Ha disputato una stagione buona. Ha conquistato con merito lo scudetto, l’ottavo consecutivo. Certo, non è arrivata la Champions e questo è un dato di cui tenere conto. Ma l’insuccesso è dettato da una condizione fisica non ottimale e sfortunata per quel momento. Ma una squadra che vince il campionato non delude mai”.

La Juve si separerà da Massimiliano Allegri dopo cinque anni di successi. Come valuta questo quinquennio? C’è un rimpianto?

“Allegri ha ottenuto risultati straordinari. Ha numeri incredibili. Il suo bilancio è indubbiamente positivo. Resta il neo della Champions perché è arrivato per due volte in finale, ma il secondo posto è comunque un buon risultato. Non è facile vincere in Europa”.

E che idea si è fatto delle critiche riguardanti il gioco di Allegri poco spettacolare?

“Per fortuna che non è spettacolare, altrimenti non ci sarebbe stato altro di cui parlare… A parte questi discorsi, credo che l’importante sia sempre riuscire a vincere. Il gioco di Allegri sia stato sempre estremamente consistente ed utile per raggiungere grandi risultati”.

Lei ha assistito allo sbarco in Italia di fuoriclasse come Platini, Falcao, Zico e Maradona. Come valuta il primo anno italiano di Cristiano Ronaldo?

“Ronaldo ha fatto il suo. Sicuramente è stato un debutto positivo. Ha dimostrato di essere un grande campione”.

E come valuta la difficoltà di convivere con Paulo Dybala? Crede sia solo questione di meccanismi da perfezionare?

“Sì, serve solo tempo. È difficile trovare subito un’intesa perfetta. Servirà tempo e pazienza, ma sono sicuro che lentamente i risultati arriveranno anche in questo senso”.

Da portiere si immaginava una stagione simile da Wojciech Szczesny?

“Assolutamente sì. Non è una sorpresa, aveva mostrato il suo valore già negli anni alla Roma. Alla Juve ha semplicemente confermato quanto di buono fatto in precedenza. È un grande portiere e lo ha dimostrato”.