L'ex difensore della Juventus Gianluca Zambrotta parla a La Gazzetta dello Sport della ripresa della Serie A e del fitto calendario che da qui al prossimo anno attende i calciatori: "Per chi ha già giocato Mondiali ed Europei alla ripresa ci sarà un piccolo vantaggio: chi viene convocato finisce il campionato, poi dopo 7-10 giorni e magari nemmeno quelli riparte per la nazionale e va in ritiro, che dura 50 giorni se si va lontano. Chi ha calciatori abituati a questi ritmi forse dal punto di vista mentale starà meglio. Noi al Mondiale venivamo da un’esperienza negativa come Calciopoli, molti si volevano lasciare alle spalle quei problemi, pensavamo solo a “chiuderci” e stare tutti insieme. Questo ci ha permesso di raggrupparci come compagni e come amici e ci ha dato la forza di andare avanti sino alla fine".

CALENDARIO  - "Il calendario della ripresa è fittissimo. Sarà difficile fare una programmazione: nella mia esperienza prima da giocatore e poi da allenatore so che servono come minimo 4 settimane per tornare al livello ottimo di preparazione: bisogna lavorare con gradualità, gestire bene il recupero è fondamentale. I giocatori devono prendere in modo serio la situazione, essere disciplinati e seguire tutte le regole che verranno date per tenere la salute sotto controllo. Il fisico e la testa saranno decisivi: non si sono mai affrontate tante partite in così poco tempo, soprattutto avvicinandosi al caldo dell’estate. Può essere positivo il fatto che se perdi una partita dopo tre giorni puoi subito rifarti. Io quando perdevo cercavo di fare il possibile per migliorarmi tra una partita e l’altra: arrivavo più attento e più pronto. Stare sempre concentrato, sul pezzo, può aiutare".

RIPRESA - "È passato tanto tempo dallo stop: la voglia di riprendere a mille è tanta, c’è grande entusiasmo: anche a livello mentale questo è un bene. Uno degli aspetti negativi potrà essere non avere gli stadi pieni. Il tifo ti genera sensazioni positive, non potere avere il pubblico può portare a non dare le stesse cose in campo".