Arsene Wenger, ex allenatore dell'Arsenal, ha parlato a Repubblica.

FERGUSON - "Se non avesse allenato per 27 anni allo United, non sarei rimasto all’Arsenal per 22? Non ci ho mai pensato, ma sì lo avrei fatto. A tenermi a Londra è stato l’amore per la squadra. E la parola data: sarei rimasto fin quando non avessimo pagato la costruzione del nuovo stadio, completato nel 2006. Detto questo quando si giocava contro lo United era anche una sfida fra me e lui, certo". 

KLOPP - "Io ho sempre avuto bisogno di tempo. Sono stato l’allenatore in carica più a lungo al Monaco. Amo le cose che durano, che crescono dalle radici. Mi rivedo in Klopp, che a Liverpool potrebbe fare un lungo ciclo. Forse non di 22 anni, è troppo anziano. E dovrà trovare da parte del club sostegno e pazienza". 

CHAMPIONS - "Per molti anni in Champions arrivammo a quarti e semifinali. Dopo il 2007, quando il club spese per lo stadio, non fummo più in grado di competere. E gli avversari erano duri, il Barcellona soprattuto. Abbiamo vinto molte volte in Serie A anche quando era un ottimo campionato".

SERIE A - "Si sta rialzando, ma è meno ricca. E il calcio di oggi è un fatto di dominazione economica".

CALCIO ITALIANO - "Mi piace e lo rispetto. Sacchi e Capello hanno reso il gioco in Italia più offensivo, europeo. Lo si vede anche da come gioca oggi la Nazionale. In tutti i maggiori campionati si fa un gioco simile. Il modello è la Premier League".

FAIR PLAY FINANZIARIO - "Va rivisto. I club che dominano in Europa lo fanno grazie a quello che hanno speso prima dei vincoli. Si sono congelate le posizioni acquisite, questo falsa la competizione. Oggi è facile indovinare chi vincerà, mentre il bello del calcio dovrebbe essere l’imprevedibilità. E per i nuovi investitori è complicato fare profitti. Bisogna aprire le porte, pur con controlli stretti".

GLI INGAGGI DEI CALCIATORI - "Guadagnano il giusto, se le società possono permetterselo".