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Viola era la maglia di Dusan Vlahovic quando, fino a poco tempo fa, giocava nella Fiorentina. Viola era l’abito talare di sua eminenza Jorge Mario Bergoglio quando, in Argentina, era cardinale. Ora tutta bianconera, intesa come i colori della Juventus, sarà la serata televisiva che ci attende. Perché, sul canale telematico, da Torino arriveranno le immagini del bomber serbo al suo esordio contro il Verona mentre, negli studi di Rai 3 a Milano, comparirà la figura di Papa Francesco al suo debutto nel piccolo schermo contro tutte le ingiustizie del mondo.

Va subito detto che, ciascuno per ciò che gli compete, il presidenteAndrea Agnelli e il giornalista Fabio Fazio hanno messo a segno i due classici colpi da novanta. Il patron della società torinese riuscendo a strappare al collega Commisso uno fra i più forti attaccanti a mondo del momento. Evento del quale la Juventus aveva bisogno come l’aria per respirare. L'anchorman savonese centrando uno scoop senza precedenti perché mai prima d’ora nessun Pontefice era stato intervistato in diretta in uno studio televisivo. L’unico precedente è una breve telefonata che Giovanni Paolo Secondo aveva fatto a Bruno Vespa durante la trasmissione “Porta a Porta”.

I due eventi andranno in onda praticamente in contemporanea, sicché immaginiamo che sarà piuttosto difficile e anche imbarazzante per lo spettatore decidere su quale canale dei due collegarsi e rimanere. La passione sportiva e la curiosità di vedere di che pasta è fatto Vlahovic nella sua nuova casa contro, non dico la fede che non c’entra, ma quasi il dovere di ascoltare le parole di un uomo autenticamente semplice e sincero il quale, malgrado il suo ruolo di Principe della Chiesa, non dimentica mai di sentirsi e di presentarsi e di agire come servo di Cristo. Ultimo tra gli ultimi.

Resta poi, come valore aggiunto a questa curiosa vicenda, il lato “coloristico” rappresentato dall’attaccamento ufficialmente dichiarato tante volte da Francesco alla Juventus, la squadra per la quale ha sempre fatto il tifo anche perché una delle sua più nobili stelle del passato, Omar Sivori, era un suo parente per linea di sangue. Come dire che, questa sera, due “anime juventine” si troveranno a farsi concorrenza a distanza cercando rispettivamente il gol e l’attenzione emotiva del pubblico. Domani lo share ci dirà chi ha avuto la meglio in questo “duello” tra Giganti.