Ad un tratto dal cielo arriverà il rumore di un elicottero in volo. La gente, sotto, proverà un breve sussulto emotivo. Ma non solleverà lo sguardo come per tanti anni era abituata a fare e non indicherà con l’indice puntato gridando: “Eccolo, arriva!”. Saprà perfettamente che quel velivolo non ha nulla di speciale. Uno dei tanti. Di pattuglia fin dalla mattina presto. Certamente non quello dal quale, in una domenica pomeriggio di mezza estate, scendeva l’Avvocato per segnalare che la festa poteva cominciare.

Egualmente e, per una volta rispetto a quelle andate, l’happening sarà eccezionale. Gianni Agnelli e suo figlio Edoardo sfioreranno la panchina, con accanto il dottor Francesco La Neve, come affettuose lontananze. Poi svaniranno nella luce del giorno per lasciare il posto a chi è arrivato dopo di loro. Amici e parenti. Tutti rigorosamente dal cuore bianconero. Così come sull’erba del campo da gioco scivoleranno lievi e impalpabili di ragazzi ormai soltanto scolpiti nel cuore e disegnati sulla pelle indelebile come un tatuaggio. I volti e le figure di Charles, di Sivori, di Carletto Parola, di Armando Picchi, di Andrea Fortunato, di Gaetano Scirea. Soprattutto quello perchè il piccolo stadio della Valle porta il suo nome. Tutta gente Juve.

Sarà un festa diversa da quelle che l’hanno preceduta. Villar Perosa si troverà al centro dell’attenzione del mondo che vive di sogni e di pallone. Tra gli uomini che scenderanno in campo con la maglia della Juventus ci sarà una sorta di extraterrestre la cui bellezza da statua di Fidia fa da controcanto alla sua bravura professionale. CR7, per esteso Cristiano Ronaldo, mago del calcio di questo secolo. Per vederlo abbastanza da vicino nel giorno del suo esordio ufficiale con addosso la maglia bianconera saranno accorse legioni di tifosi, di appassionati e di semplici curiosi al limite del contenibile per il piccolo paesino della Val Chisone. Un evento fino a qualche tempo fa impensabile la cui portata ha costretto e autorità locali d’intesa con la società di Andrea Agnelli ad adottare misure di sicurezza imponenti e anche restrittive al limite del paradossale e del razionale.

Tra le tante, una delle quali trasformerà Villar Perosa in una zona off limits da assedio nucleare, ci sarà la preoccupazione dei dirigenti bianconeri di mettere in qualche modo la sordina a quella che, verosimilmente, potrebbe trasformarsi in una festa da “Piedigrotta in salsa di bagna cauda”. Vivere e far vivere dalla gente la presenza di Ronaldo sottotraccia ovviamente non in campo come giocatore ma rispetto al contorno da sicura star. Insomma vedere e non toccare sia come forma di rispetto nei confronti di tutti gli altri giocatori ma in particolare per riguardo alla tradizione bianconera e degli Agnelli la quale da sempre impone di evitare ogni forma di eccessiva autocelebrazione. Il tempo di urlare per la gioia arriverà molto presto. In campionato e soprattutto in Champions. Del resto anche l’elicottero che romba in cielo non è quello dell’Avvocato.

Da Pogba ad Allegri e tutti gli altri: gli scatti dal Villar Perosa.