Veronica Buffon, un consiglio a Gigi. La sorella del capitano bianconero ha parlato in un'intervista a Tuttosport, un giorno prima della conferenza stampa in cui Buffon svelerà il proprio futuro. Ecco le sue parole: "Non ci ho ancora pensato, perché sinceramente più lo vedo in campo e meno mi sembra un giocatore sul viale del tramonto. Io ero una pallavolista, ho giocato in serie A e in Nazionale, e ho smesso abbastanza giovane, a 27 anni, perché non avevo più nulla da dare, mi sentivo sgonfia e sentivo l’esigenza di farmi una famiglia. Avevo mille motivi per voler smettere, invece mi chiedo quale sia la ragione per cui debba farlo Gigi. Perché ha 40 anni, e allora? Parliamo del portiere protagonista del settimo scudetto consecutivo vinto dalla Juventus e della quarta Coppa Italia. E in Champions League, al Bernabeu, aveva fatto una prestazione fantastica. Gigi è un patrimonio dell’Unesco e fidatevi di me che ho praticato sport ad alto livello: a San Siro all’86’ vinci grazie agli uomini, non ai campioni. Per carità, io sono sua sorella, gli voglio un gran bene e sono di parte: però davvero non mi sembra l’ora dell’addio. Gli occhi di Gigi non mi trasmettono la sensazione che voglia smettere". 
 
E lo dice mai a suo fratello? 
"Gliel’ho detto tante volte, ma Gigi è un buono, la mette sul ridere e mi risponde quasi sempre: “Forse è meglio così”. Da sorella, e da ex sportiva, mi sarei voluto sentire dire “Smetto perché non ne ho più”. Ma non è così". 
 
Potrebbe esserci una sorpresa
"Non lo vedo in America o in Cina, Gigi è uno che ha sempre giocato per raggiungere degli obiettivi, per vincere". 
 
Mamma e papà come stanno vivendo il momento? 
"Non affrontiamo la questione in famiglia, nessuno di noi ha ancora realizzato la cosa anche perché nell’ultimo periodo eravamo presi tra campionato e Coppa Italia. Sabato saremo tutti a Torino e forse inizieremo a renderci conto". 
 
Avete in mente qualcosa di speciale? 
"Noi Buffon siamo come Gigi, gente da ultimo minuto e da festa improvvisata. Per mio fratello non penso a un addio stile Totti, anzi: mi immagino qualcosa di sobrio". 
 
In che ruolo vede Gigi in futuro? 
"Non ci ho ancora pensato, perché sinceramente io continuo a vederlo come un gran giocatore. Di sicuro non verrà a lavorare da noi in hotel, qui al massimo potrebbe fare il portiere della notte… (risata)". 
 
In albergo sono tante le visite mirate per ammirare maglie e trofei di suo fratello? 
"Non lo pubblicizziamo, però ho visto tanta gente, soprattutto straniera, passare delle ore quasi in adorazione. Nei giorni scorsi un ragazzo è venuto da Israele soltanto per fotografare le divise. E’ stato qui una notte e quando ha scoperto che c’erano Gigi e Ilaria è scoppiato a piangere. Mi piacerebbe farvi leggere le lettere che arrivano ogni giorno a Gigi". 
 
Ce ne racconti qualcuna… 
"Le lettere che arrivano dall’Italia o sono piene di insulti o sono richieste di soldi. Mentre quelle straniere sono commuoventi e affettuose: chiedono autografi, fanno complimenti, lo definiscono un idolo. E la stessa cosa succede su Internet: io e mia sorella, quando si è parlato di Gigi al Boca Juniors, siamo andati a leggere i commenti alla notizia sulla versione online del quotidiano “Olé” e ci sono venuti i brividi nel constatare così tanto amore verso il nostro fratellino". 
 
Se chiude gli occhi, qual è la prima immagine del Buffon calciatore che le viene in mente? 
"La serie B. Eravamo al mare, apprendiamo assieme la retrocessione della Juventus, così guardo Gigi e gli dico: “Dove vai il prossimo anno?”. Lui mi spiazza: “Starei anche lì”. Subito l’ho preso per pazzo, ma pensandoci bene non ero stupita, mio fratello è così: un ragazzo semplice, di sentimenti. La stessa risposta poi la diede anche all’allora direttore sportivo Alessio Secco e vi assicuro che Gigi, fresco campione del mondo, sarebbe potuto andare a giocare ovunque. Mio fratello ha dato sempre tutto se stesso per la Juventus e per la Nazionale, per questo ci sono rimasta male quando ho sentito le polemiche per le sue ultime due amichevoli con l’Italia. Parliamo dell’azzurro con più presenze. La gente non si rivolta perché è da mesi che siamo senza Governo e invece lo fa per un simbolo dell’Italia che prende parte a due test internazionali… Pazzesco, no?".  
 
Come padre in che cosa l’ha stupita Gigi? 
"Lui era un bimbo che non amava molto le coccole, mentre con i suoi tre figli cerca molto di più il contatto. E’ un padre affettuoso, che gioca molto con i bimbi. E poi, nel limite dei suoi impegni con la Juventus, li porta a calcio e a catechismo". 
 
Dopo lo sfogo del Bernabeu ha detto qualcosa a suo fratello? 
"No, perché se uno è stato sportivo e nelle vene ha il sangue e non l’acqua minerale comprende lo stato d’animo di un giocatore che al 93’, e in quel modo, ha visto sfuggire il sogno Champions League. Come ha detto Giampaolo: quelli che hanno criticato Gigi sono ragionieri". 
 
La parola “Champions” è bandita a casa? 
"Figurati… Gigi è molto ironico e sempre più autoironico. Sulla Champions di solito lo stuzzica mia sorella. Guendalina, pure lei ex pallavolista, l’ha vinta ai tempi del Matera e forse è per quello che Gigi non è mai riuscita a vincerla". 

Da ex sportiva ad alto livello come giudica il ciclo della Juventus? 
"Disumano, vincere 7 scudetti di fila è impensabile. Anche perché in Italia c’è più concorrenza rispetto a quella che hanno il Psg in Francia e il Bayern in Germania. A Torino ho visto che non hanno festeggiato molto, sono abituati bene… (risata)".