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  • Thiago Motta e quel rapporto con i tifosi del Bologna mai decollato: i motivi delle 'ruggini', fino al coro di insulti

    Thiago Motta e quel rapporto con i tifosi del Bologna mai decollato: i motivi delle 'ruggini', fino al coro di insulti

    • Benedetta Panzeri
    I gruppi Ultras della Curva Andrea Costa non ci saranno, stando a quanto comunicato, in coerenza con una scelta presa già tempo fa e che sembra essere da ricondurre, almeno in parte, al costo e alle modalità di acquisto dei biglietti. Dovrebbero comunque essere parecchi - forse addirittura un migliaio - i tifosi del Bologna che domani raggiungeranno l'Allianz Stadium per sostenere la squadra di Vincenzo Italiano nel match contro la Juventus, il primo in cui troveranno su una panchina avversaria quel Thiago Motta che mercoledì sera, in attesa della "reunion", hanno salutato con un coro di insulti.

    Thiago Motta con cui, ormai è noto, il popolo rossoblù si è lasciato tutt'altro che bene, nonostante la trionfale e storica cavalcata verso la Champions League della scorsa stagione. E con cui, in realtà, non era mai sbocciato un vero feeling, con ruggini nate già nell'ottobre 2022 quando il tecnico italo-brasiliano era appena approdato in terra emiliana e la sua esperienza era partita a rilento. 

     

    Perché ci sono ruggini tra Thiago Motta e i tifosi del Bologna


    A questo proposito, emblematico un episodio risalente proprio a quel periodo. A Casteldebole arrivano gli Ultras, che vengono fatti entrare negli spogliatoi per un colloquio con la squadra: "È l'ultima volta che veniamo qui bonariamente", avvisano. Tra loro e la squadra si frappone proprio Thiago: "Queste sono minacce?". "Qui non siamo a La Spezia", la risposta. Ma l'allenatore non si intimorisce e fa da scudo. Anche perché il confronto è caldo e, dopo le urla, tra giocatori (Gary Medel soprattutto) e tifosi si arriva quasi alle mani, come verrà raccontato poi mesi dopo da alcuni protagonisti.

    Il 23 febbraio 2024, poi, un altro episodio "curioso", che spiega bene l'aria che si respirava in certi ambienti. Il Bologna, all'ottavo posto in classifica, sta perdendo in casa contro il Sassuolo, e i tifosi srotolano uno striscione: "Karlsson!", come a invocare l'utilizzo da parte di Thiago Motta del giocatore svedese, fino a quel momento oggetto misterioso e praticamente unico escluso dal "giro di giostra". Dura 30 secondi, quel lenzuolo: 2-2 di Fabbian, poi 3-2 e 4-2 rossoblù, un tassello in più verso la Champions.

    Un rapporto, quello tra la tifoseria del Bologna e l'attuale allenatore della Juventus, che non è decollato nemmeno nel momento in cui il ritorno in Europa è diventato realtà, quando già iniziavano a prendere corpo le voci di un suo trasferimento in bianconero. Con qualche borbottio per quel rovescio casalingo da 3-0 a 3-3 in un quarto d'ora proprio contro la Vecchia Signora, che porterà poi il Bologna già in festa a passare dal terzo al quinto posto in campionato. Thiago Motta resta quasi in disparte pure nelle maxi celebrazioni in Piazza Maggiore: in tanti - non dalla Curva - continuano a chiedergli di rimanere, o quantomeno di non andare dal "grande nemico bianconero", ma il suo futuro è praticamente già scritto. Futuro che oggi è presente, e che domani lo riporterà un po' più vicino al suo passato.



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