Max Allegri e Luciano Spalletti stanno vivendo in modo decisamente diverso la vigilia di Juve-Inter di venerdì. Il primo riceve premi a raffica e trova anche il tempo di parlare di giovani calciatori, il secondo invece si perde nelle polemiche arbitrali del post Roma-Inter. E così, Allegri sui ragazzini che giocano a calcio finisce per dare torto al suo presidente, Andrea Agnelli, mentre Spalletti si dimentica di quel che accadde lo scorso 28 aprile nel match di San Siro contro la Juve... 

Primo in classifica, già qualificato agli ottavi di Champions, premiato con Panchina d'Oro e premi Allenatore dell'anno al Gran Galà del Calcio Aic e ai Gazzetta Sports Awards, Allegri vive la vigilia del derby d'Italia in modo sereno. E in un'intervista rilasciata al mensile per ragazzi "Scuola calcio" dice: "I ragazzini devono andare al campo, allenarsi e divertirsi". Un punto di vista decisamente diverso da quello manifestato a fine ottobre da Agnelli: "Dai bambini di 8 anni in su la Juve deve vincere". Niente di grave, intendiamoci, semplicemente due filosofie diverse. Poi ovviamente quando si parla di adulti e di calcio professionistico il discorso cambia e lì Allegri e Agnelli, come dimostrano i risultati, sono perfettamente allineati.

Ma passiamo a Spalletti. Nel dopo partita di Roma-Inter, match contrassegnato dal clamoroso rigore non assegnato ai giallorossi per un netto fallo su Zaniolo, il tecnico di Certaldo tenta di spostare il discorso su un presunto penalty negato a Icardi, per una spallata ricevuta in area di rigore ("Una tranvata", dice il mister nerazzurro). Pari e patta quindi, per Spalletti, un episodio a testa e finisce lì. Vengono in mente però le polemiche a senso unico dopo Inter-Juve 2-3 dello scorso campionato. In quell'occasione, l'unica cosa che contava, l'episodio "decisivo" fu la mancata espulsione di Pjanic. Niente da dire sulle tranvate ricevute da Matuidi (in area) e da Higuain (due volte, una in area e una appena fuori)?