Se il Napoli, secondo Maurizio Sarri, ricorda l'Olanda del 1974, allora si può dire che la Juventus sia simile alla Germania (non solo a quella del 74', che sconfisse i Tulipani nella finale dei Mondiali, ma alla Germania di sempre). Brutta, sì, cattiva, anche, ma sempre e comunque in lotta per la vittoria. Ogni anno, in ogni competizione, la Juve c'è sempre...

JUVE 'GERMANIA' VS NAPOLI 'OLANDA' - "Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince". La celebre frase di Gary Lineker (fra l'altro ex Tottenham), coniata per la Germania, si può adattare benissimo anche alla Juventus, là dove la parola 'vincere' non significa necessariamente sollevare un trofeo. 'Vincere' significa esserci sempre, non morire mai.

La Germania e la Juventus hanno vinto tanto e hanno perso tanto, ma una cose le accomuna: non mollano mai, e batterle è (quasi sempre) difficilissimo. Nella loro storia poche volte hanno offerto un calcio spettacolare, ma quasi sempre efficace e vincente.

Prendete Lazio-Juventus e Tottenham-Juventus: la squadra di Allegri è stata alla corda per larghi tratti dei match, ma non è mai crollata al tappeto, fino al momento in cui è stata lei a sferrare il colpo del KO. "Per un attimo mi è parso di vedere la Germania del 1974", ha scritto Massimo Zampini subito dopo Lazio-Juve di sabato: al di là della 'perfidia' del tifoso che coglie l'attimo per la presa in giro, l'affermazione comunque è riconducibile a una verità storica. Se alcune squadre hanno rappresentato e rappresentano il bel calcio (l'Olanda, il Milan di Sacchi, il Barcellona di Guardiola), altre sono state l'emblema dell'efficacia e del 'risultatismo', come lo definisce Beccantini: la Germania e la Juve ne sono i simboli.