Che Ronaldo sia il miglior calciatore della Juve, anzi di tutto il nostro campionato, e uno dei due più forti al mondo (tecnicamente il secondo) lo sa chiunque abbia visto almeno cinque partite nella sua vita. E lo sa lo stesso Cristiano, naturalmente, il quale è convinto di essere il migliore (del resto solo chi ha un ego elevatissimo può tenere testa a Messi senza averne i piedi). Visto che è cosa nota, ci domandiamo come mai Sarri senta la necessità di ripetere in continuazione questa ovvietà.

Dopo la partita con il Tottenham, spiegando perché lascia Ronaldo libero di svariare in attacco, Sarri lo ha sottolineato due volte, quasi a dire: caro Cristiano, se ti sei distratto un attimo ripeto che sei il più forte, così stavolta non ti sfugge di sicuro. Il solo risultato che ottiene è quello di trasmettere un senso di subalternità nei confronti di questo fuoriclasse. Si ha la sensazione che ne patisca la personalità, la forza, la sicurezza, e che in qualche modo gli si consegni in modo totale.

Allegri ha allenato Ronaldo e anche lui sapeva che era il miglior giocatore della Juve, ma non ci sembra di averglielo mai sentito dire, certo non era ossessionato dalla necessità di sottolineare la forza del suo campione. Anche perché così la figura del tecnico diventa più debole davanti al resto della squadra, che è quella - Sarri dixit - che deve lavorare per Cristiano.

Ronaldo è il migliore, tatticamente viene privilegiato perché gli si lascia libertà, ma è inutile e può essere controproducente blandirlo in questo modo.

@steagresti