La storia non si compone, la storia si fa, da sola e inesorabile. Eppure, la narrazione della stessa non rispetta le regole dello scorrere del tempo, ma quelle degli uomini: e gli uomini, spesso, si fanno delle domande. Il calcio, d'altronde, è un prodotto di questa umanità e anch'esso vive di dubbi ed incertezze, come ogni altro aspetto della vita. E, ad oggi, il popolo della Juventus ne sta affrontando uno enorme, a cui forse non era abituato: con questa squadra, con questo allenatore, si può arrivare al successo? Dopo due finali perse, anche se le due che contano meno, la Juventus di Maurizio Sarri si trova ad un bivio, con il peso del passato che pende e aggrava le difficoltà di un viaggio tortuoso. Vincere e smentire ogni critica o perdere, avverando quella che in tanti oggi chiamano come profezia di Massimiliano Allegri?

Un anno fa, infatti, quando il tecnico livornese ha salutato in sala stampa la sua famiglia bianconera, ha lasciato l'ennesima massima che - ad oggi - si prova ad interpretare. Come detto, la storia non si compone, ma dove l'uomo può pensar male... Insomma, non c'era un destinatario alle frasi di Allegri, ma oggi risuonano più forti che mai: "​Nella vita, in tutti i ruolo ci sono le categorie [...] Ci sono dirigenti che vincono, allenatori che vincono e allenatori che non vincono mai. Caz...se uno non vince mai ci sarà un motivo? Dio santo dio... [...] Quelli che vincono sono più bravi degli altri, piaccia o non piaccia. Questo è poco ma sicuro. Poi dopo è normale...quelli che perdono cosa vuoi che dicano? Ora vi vorrei fare un esempio ma non ve lo faccio, sennò viene giù tutto". 

Quell'esempio mai detto, oggi rimbomba nel vuoto, con chi si interroga se non parlasse davvero di chi, da lì a poco, avrebbe preso il suo posto. Infatti, la storia da outsider di Sarri non è ancora stata archiviata come perdente, anche perché negli ultimi dodici mesi, un trofeo, lo ha anche sollevato. Europa League a parte, il problema si pone aggravato quando arrivi alla Juventus, una società che ha dimostrato nell'ultimo decennio che la sconfitta non è contemplata: per questo, lo Scudetto avrà un valore forse maggiore, in questa complessa stagione in cui la Lazio prova a mettere i bastoni tra le ruote. Per non parlare della Champions. La pressione su Sarri sarà amplificata, anche grazie alla rilettura delle parole di Allegri: il tecnico deve togliersi un etichetta che odia, che non è completamente veritiera, ma che continua comunque a circolare quando si parla della sua carriera.