La frattura c’è. Da qui all’addio mancano ancora dei puntini sulle i, ma lo sfogo di Antonio Conte ha portato alla luce una bella distanza tra lui e la dirigenza dell’Inter. Scarsa protezione dal club, zero voglia di fare da parafulmine ancora e quella frase sibillina già ripetuta più volte: “Farò le mie valutazioni”. Tanti gli affondi con cui il tecnico salentino ha voluto scoperchiare il suo vaso di pandora, rendendo pubbliche le divergenze di pensiero con la dirigenza nerazzurra. Ha difeso a spada tratta la squadra, ma ancora una volta non ha mancato di sottolineare il gap con la Juventus, per sollecitare qualcuno a colmarlo.

RECIDIVO - Già più volte ha attaccato Marotta e Ausilio per un mercato secondo lui non all’altezza, e ci mancava che pronunciasse nuovamente quella famosa frase, quando sedeva sulla panchina bianconera: “Non puoi sederti al ristorante da 100 euro con 10 euro a testa. In Europa ci sono squadre economicamente irraggiungibili, per me sarà molto dura vedere una squadra italiana in finale di Champions League da qui a tanti anni a venire”. Frase con un fondo di verità, fino a quando Allegri non l’ha smentito conquistando due finali di Champions in tre anni. A distanza di anni, Conte si è mostrato recidivo nell’esprimere pubblicamente ogni suo malessere.

MERCATO GIÀ FARAONICO – Dando per assodato che modi e tempi sono stati sbagliati, le verità sono essenzialmente due. La prima, è che l’allenatore più criticato in stagione è stato proprio Sarri, colui che ha vinto lo Scudetto. Non il secondo in classifica, ma propria chi in cima ci è arrivato. La seconda, è che Marotta e Ausilio hanno fatto moltissimo per accontentarlo. Al suo arrivo, Conte è stato soddisfatto con gli acquisti, tra quelli più onerosi, di Lukaku (65 milioni più 10 di bonus), Barella (quasi 45 milioni) e Sensi (25 milioni). A gennaio è stato puntellato il reparto difensivo sulle corsie laterali, con gli arrivi di Moses e Young, in più la ciliegina sulla torta, il top player, Christian Eriksen (20 milioni), a cui ultimamente ha riservato gli ultimi scampoli di gara per dimostrare quanto non gli vada a genio. L’ultima operazione è stata Hakimi, uno dei terzini destri più forti nel panorama calcistico, per il quale sono stati sborsati 40 milioni più 5 di bonus. Conte, di cosa ti lamenti?