C’è un dato abbastanza interessante su cui vorrei si soffermasse la vostra appassionata attenzione. La Juve di Sarri non tiene l’uno a zero. O meglio, lo tiene già meno dell’ultima Juve di Allegri. Nella stagione scorsa i bianconeri hanno subito solo cinque volte l’ uno a uno, quest’anno siamo già a sei. Nell’ordine: Inter, Bologna, Lecce, Genoa, Lokomotiv e Sassuolo. Pur non avendo mai perso, il Comandante in queste situazioni non è riuscito a consolidare il vantaggio. Fa riflettere inoltre la media dei minuti trascorsi tra l’uno a zero e l’uno a uno incassato, decisamente bassa se confrontata ancora con quella di Allegri nel 2018/2019 (7’ vs 36’). È insomma una Juve che segna e si distrae, se preferite metterla sul mentale. Dunque è tutto qui? È la solita fola del campionato poco allenante?
 
JUVE-BOLOGNA - Iniziamo ad analizzare qualche 'uno a uno' concesso. Troveremo delle costanti alla fine di questo percorso. L’azione che porta al pareggio provvisorio i felsinei in Juventus-Bologna ci serve da grimaldello concettuale. I bianconeri troppo spesso difendono in otto. Il rombo di centrocampo, spesso, è costretto a rompersi in una linea a quattro, col trequartista che ‘scende’ al fianco di una mezzala.



Il problema è che senza aiuto delle punte, se la squadra avversaria muove bene il pallone, il centrocampo juventino rischia di disordinarsi troppo facilmente (vedere qui Khedira..), accartocciandosi sul lato palla, dove peraltro i terzini devono uscire forte sull’uomo in ampiezza.



Guardate al momento del cross come sono sistemati i tre centrocampisti di Sarri, tutti concentrati sul pallone. A protezione della porta ci sono soltanto tre giocatori bianconeri, ovvero i restanti membri della difesa. E Bernardeschi è in ritardo, qualsiasi cosa abbia intenzione di fare.  



Un ritardo che poi si paga quando è ora di andare a raddoppiare sul lato debole. Il tiro di Danilo passerà giusto tra Cuadrado e Bernardeschi.



INTER-JUVE - Passiamo alla giornata precedente, la settima. Anche nel derby d’Italia la Juve ha subito l’uno a uno provvisorio. Al 18’, dopo che Dybala aveva portato in vantaggio al minuto 4 la Signora. Prima del fallo da rigore di De Ligt, ecco com’era schierata la squadra di Sarri. Non più otto ma soltanto sette giocatori sotto la linea della palla. Di cui uno, la mezzala destra, vi sta scendendo ora e un altro, la mezzala sinistra (Matuidi) non riesce a ostacolare il cross di Barella. Eh, succede pure che il trequartista non torni in tempo.. Queste sono le difficoltà strutturali del 4-3-1-2 di cui ha parlato tante volte lo stesso Sarri.



JUVE-SASSUOLO- Ebbene, contro il Sassuolo, e specialmente nel primo tempo, queste debolezze si sono ingrandite. A proposito, avete notato che di questi 6 uno a uno, 5 sono avvenuti nella prima frazione di gioco? Solo col Lecce la Juve ha subito il pareggio nella ripresa. Tornando all’ultima gara disputata, quella col Sassuolo, l’azione del gol di Boga ha dell’incredibile. La superficialità del reparto di centrocampo in questa occasione è davvero poco giustificabile. È sì una ripartenza fulminea dei neroverdi da un corner battuto dalla Juve, però le corse indietro di Pjanic e soprattutto Emre Can sono state troppo, davvero troppo pigre. Boga fa in tempo a puntare e scaricare su Caputo..



.. fa in tempo a ricevere di nuovo dal compagno al limite dell’area, prima che tornino i due centrocampisti bianconeri. C’è il solo Bentancur con la difesa (tra l’altro non in ordine). È un cinque contro cinque pericolosissimo.



Pjanic, che era sulla bandierina là in fondo, arriva prima di Emre Can, che invece era andato a saltare. Il tedesco, quando arriva, si limita a ostacolare il retropassaggio per Magnanelli. Boga allora chiede l’uno-due vincente a Caputo. Pareggio immediato.



JUVE-GENOA – Facciamo per concludere un salto indietro a Juve-Genoa. Di tutti questi 'uno a uno' subiti l’unico determinato da un errore di palleggio è il seguente. Ricordate il gollonzo di Kouamé?



Fu generato da un eccesso di sicurezza di Alex Sandro, che anziché spazzare dribblò Pandev per servire in mezzo Bentancur, vice Pjanic in quel giorno. Il mancato uso del piede debole (il destro) da parte del brasiliano, il cattivo smarcamento dell’urugaiano e la buona pressione di Agudelo, consegnarono il pallone a Kouamé.



A questa tipologia di errore si riallaccia anche quello commesso da Cuadrado domenica, appena prima del 1-2. Altro bel regalone. Finora sono stati i due terzini a sporcare il comandamento principale di Sarri (palleggiare sempre, mai buttarla via).



Qui la frittata la fanno in tre a dire il vero: Cuadrado prima, De Ligt e Buffon poi. Soprattutto De Ligt e Buffon, se me lo concedete. L’olandese è talmente preoccupato dalla velocità di Boga da commettere un’ingenuità non da lui. Assurdo calciare il pallone così. A volte rinnegare il palleggio quando si è sotto pressione è ancor più pericoloso che continuare a praticarlo. Ad esempio qui bastava un tocco indietro per aprire poi con Gigi su Alex Sandro, ed eludere così l’aggressione dell’esterno ex Chelsea. Invece boom!