Matthijs de Ligt è un campione. È il presente e soprattutto il futuro della Juve. È già forte, fortissimo. E diventerà il più forte di tutto. Però...però non gioca. Non gioca più quantomeno. Anzi, compiendo qualche passo indietro, chi ha buona memoria ricorderà anche che nella prima fase fatta di alti e bassi, veniva spiegato come non avrebbe nemmeno dovuto giocare così tanto a inizio stagione, in campo era stato scaraventato con i galloni del titolare così in fretta solo a causa dell'infortunio di Giorgio Chiellini. Da lì in poi Maurizio Sarri ha sempre puntato su di lui al fianco di Leonardo Bonucci, per consolidare meccanismi e trovare compattezza di reparto. Praticamente sempre insieme, sempre presenti. Fino a Lazio-Juventus, episodio di campionato.

85 MILIONI DI MOTIVI – In precedenza aveva pure stretto i denti, nonostante la lussazione alla spalla rimediata contro l'Atalanta in una prestazione super. Ha continuato a giocare. Dopo la Lazio prima un turno di stop in quanto affaticato in occasione della trasferta di Leverkusen, normale turnover e un po' di riposo supplementare, niente di più hanno assicurato in casa Juve. Prima esclusione cui hanno fatto seguito in serie quelle con Udinese, Sampdoria e Lazio in Supercoppa. Al suo posto sempre Merih Demiral, convincente quasi in ogni occasione, tra i meno peggio anche in Arabia Saudita. Sembrava finito però l'interregno del turco. Invece anche questa volta, alla prima del 2020, Sarri ha preferito Demiral a De Ligt. Raccontando anche di qualche problema agli adduttori, tenuto finora al segreto. “Se volete una dichiarazione firmata ve la firmo oggi, diventerà uno dei più forti difensori al mondo”, così Sarri ha ribadito una volta di più il suo pensiero su De Ligt. Che però non gioca più, dopo la prima sconfitta con la Lazio sembra aver pagato lui per tutti. Eppure ci sarebbero 85 milioni di motivi per vederlo giocare sempre e comunque, aspettando Chiellini.