Da una parte Maurizio Sarri, dall'altra Paulo Dybala. In comune? Tante cose. Una persona in particolare: Giuseppe Sannino. Lui che è stato il predecessore dell'allenatore della Juve ai tempi della Sangiovannese nel 2002-03, e che per primo ha allenato l'argentino in Italia con la maglia del Palermo. Sannino ci racconta i ricordi del passato, partendo dalla C2 e arrivando in Serie A.

Che ricordi ha dell'esperienza alla Sangiovannese?
"Avevamo fatto un ottimo campionato, stavamo andando ai playoff di C2 e l'hanno dopo con Sarri vinsero il campionato. Con Maurizio ho sempre avuto un buon rapporto, non essendo amici stretti quando ci incontravamo parlavamo molto di calcio. Abbiamo allenato più o meno la stessa squadra, con le stesse idee di gioco e una metodologia abbastanza simile. Forse lui giocava già con il trequartista e io facevo un 4-4-2, ma la filosofia era la stessa".

Lei è stato il primo allenatore ad aver lavorato con Dybala a Palermo.
"Mi ricordo quando è arrivato dall'Argentina, sembrava un bambino. All'Estudiantes faceva il centravanti, ma con quel fisico che aveva la vedevo dura che potesse giocare in quel ruolo qui in Italia, dove c'è molta più tattica. Così l'ho spostato trequartista, dietro la coppia Ilicic e Miccoli. Ma lui, oggi, può anche scegliere in che ruolo giocare e in quale zona del campo agire, è diventato un giocatore fortissimo. E' cresciuto sotto tutti i punti di vista, chi si allena insieme a lui imparerà molto osservandolo".

E fuori dal campo?
"Un ragazzo d'oro, pulito. Da sempre. Quando lo vedo in tv ho sempre bei ricordi del periodo in cui abbiamo lavorato insieme. Mi è capitato di rincontrarlo in qualche occasioni, lui si è avvicinato, ci siamo salutati e abbiamo parlato un po'. Paulo è sempre lo stesso ragazzo che ho conosciuto io. In più, ha l'età dalla sua parte, può giocare ancora tantissimi anni ad alti livelli. Sembra che abbia la faccia d'angelo, ma è un ragazzo ambizioso che in futuro può anche arrivare a candidarsi per il Pallone d'Oro".

Ci racconta un aneddoto con Paulo?
"Non ce ne sono di particolari. Vi racconto l'ultima volta che ci siamo incontrati, a Parma: dopo la partita l'ho aspettato, siamo stati un po' insieme e alla fine lui mi ha dato la sua maglia della partita, che poi ho regalato a mio nipote. E' stato felicissimo".

In questi mesi sta discutendo il rinnovo con la Juve. Secondo lei rimarrà in bianconero?
"Questo non lo so, non sono un indovino. Sicuramente penso che sia nell'interesse sia della Juventus che di Dybala trovare la soluzione migliore per il futuro di entrambe le parti. Paulo deve avere continuità in una grandissima squadra: non so se sia Juve, Real Madrid o Barcellona. Se dovessi dargli un consiglio, gli direi di viversi il calcio come ha sempre fatto".