Fino ad una settimana fa si discuteva se dovesse vincere l’ennesimo Pallone d’Oro, dopo la gara col Lokomotiv se è in fase decadente. Solita discontinuità della critica sportiva, non proprio una novità. L’oggetto del dibattito è Ronaldo, reduce da una trasferta a Mosca non brillantissima e un paio di partite in campionato un po’ sottotono. Partite nelle quali, pur non esprimendo il massimo del proprio talento, CR7 è riuscito lo stesso ad entrare nella galleria dei protagonisti: col Genoa si è procurato ed ha trasformato il rigore decisivo, col Lokomotiv i 4/quinti del primo gol appartengono a lui e Guilherme gli ha negato il raddoppio con una paratona, così come nel derby è stato uno strepitoso Sirigu a negargli la marcatura.  E non scordiamoci tutte le reti annullategli finora dal Var (clamorose quelle a Parma e a San Siro).

Questo per ricordare ai detrattori che Ronaldo, anche quando gioca con le mani in tasca, appone quasi sempre il suo timbretto sulla partita. Oltre a tenere occupate, ed in ansia costante, le difese avversarie, particolare non del tutto trascurabile nell’economia di una gara.  Eh, ma tu hai preso Ronaldo per aumentare esponenzialmente la cifra produttiva dell’attacco, e finora ha segnato poco: appena 6 reti in 13 partite, con a corollario solo 2 assist. Lautaro Martinez (8 reti, 3 assist) e Lukaku (9 gol) gli sono stati superiori. Pure Ciro Immobile (15 reti,4 assist) ha fatto meglio di lui. 

Morale: Ronaldo è entrato nella sua fase involutiva. Se ne sta accorgendo pure Sarri, che lo ha mandato a tartufi anziché portarselo a Lecce, e a Mosca lo ha sostituito nel finale di partita, roba che non capitava dal 2016. E meno male, aggiungo a margine io, così smetteranno di scrivere che Sarri sia lo scendiletto di CR7. Ai facili censori vorrei sommessamente ricordare che, oltre ai soli 6 gol realizzati finora con la Juventus, Ronaldo ne ha fatti altri 7 con la propria Nazionale nelle 4 gare di qualificazione ad Euro 2020. Totale, 13 reti finora in stagione. Non mi pare proprio lo score di un calciatore decadente. 

Sempre alle medesime persone mi permetto di segnalare che, nella sua ultima stagione al Real (quella terminata con 44 reti), nei primi 4 mesi di Liga Ronaldo centrò la porta appena 4 volte, e fino a metà novembre 1 soltanto. Vero, segnò regolarmente per tutto il girone di Champions, mettendone a segno ben 6 reti nelle prime quattro gare, ma – statistiche alla mano – il suo rendimento attuale alla Juve non si discosta poi di tanto dal suo ultimo score in blanco, e persino dal suo primo in bianconero (7 gol complessivi, da inizio stagione alla prima decade di novembre).  

Tutto questo per dire che, pure quest’anno, CR7 è assolutamente in linea col trend “produttivo” annuale. Sinceramente, mi preoccuperei se non segnasse più.  È svogliato? È meno brillante ed esplosivo del solito? Colleziona prestazioni non all’altezza della propria fama? E se non stesse attraversando un periodo di forma smagliante, come del resto tutta la squadra? Capita. Da qui a teorizzare che sia sul viale del tramonto bisogna fare davvero un grande sforzo di immaginazione, alimentato forse dalla medesima speranza che De Ligt sia un pacco da 85 milioni rifilato alla Juventus.  A casa mia si chiama con un nome solo: invidia. Soprattutto di chi avrebbe voluto averlo in squadra e non ce l’ha. 

Deve giocare col Milan? Se sta bene (e se è stato già convocato dal Portogallo, sta bene) assolutamente si. Non si ripeta l’errore di Lecce, dove senza di lui si pareggiò e - proprio su quel pari - oggi Bennacer sta costruendo la propria speranza di venire a vincere allo Stadium. Non si può affrontare il Diavolo senza il miglior esorcista.