Se arriva CR7 mi laureo, se arriva CR7 sposo la prima che mi ritwitta, se arriva CR7 studio dodici ore al giorno, mi faccio venire i suoi addominali. Tanti buoni propositi, tante promesse abbiamo sentito a mo’ di trailer, perché in fondo Cristiano Ronaldo è un po’ come il Natale, col suo arrivo ci rende tutti più buoni (a partire dagli juventini...). Chi è infatti che non vorrà omaggiare un’operazione di mercato tanto spettacolare, tanto inattesa? Chi non vorrà complimentarsi? Il calcio italiano ora fa un salto, stacca in rovesciata sull’Europa attonita. E’ il colpo del secolo.
Così, di fronte a un fenomeno del genere (fenomeno lui, fenomeno l’evento), cosa mai potrebbe scrivere un giornalista che si occupa di tattica? Che razza di scacco matto vi posso proporre? Sono inibizioni da nulla, tabù volgari: di carne al fuoco ce n’è, eccome se ce n’è! Partiamo allora con una domanda secca ad Allegri.
  
ALLEGRI COSA PROMETTE? – Una domanda più che legittima da porre al tecnico livornese è questa, se insieme a tutto il popolo juventino diventerà più buono anche lui. Ad esempio se chiederà a Ronaldo il lavoro difensivo che imponeva al Pipita.
 

 
Considerate che qui sopra -siamo nella partita delle polemiche, a Madrid-, sebbene la Juventus schieri tre centrocampisti (e sia dunque più coperta centralmente rispetto al 4-2-3-1 con Dybala), Gonzalo Higuain retrocede lo stesso sulla propria trequarti a dar fastidio al giro palla avversario. Non un caso isolato, un film visto e rivisto anche in campionato. Il pragmatismo di Allegri non fa sconti. 
 
TROVA CR7 – Osserviamo ora nella stessa partita la fase difensiva del Real Madrid, l’attimo prima del 2-0 bianconero. Trova CR7.
 


Il Real Madrid di Zidane difendeva in nove, non lo trovate per questo. Cristiano Ronaldo rimaneva altissimo, fuori inquadratura ma pronto a colpire in contropiede. La strategia in questo caso è  una sfumatura creativa dell’antidemocratico “due pesi e due misure”: Ronaldo è una cosa, gli altri un’altra. Zidane sapeva di dover concedere tanto a Ronaldo, per avere in cambio tantissimo. Adotterà Allegri la linea del francese? L’età di Ronaldo (34 anni il prossimo febbraio), caduta la favola dell’età biologica, credo proprio che glielo imporrà.
 
4-3-2-1 CON D. COSTA E DYBALA – Stando alla situazione attuale, con la probabile uscita di scena di Higuain, possiamo prendere in esame qualche soluzione tattica. Si parla ad esempio di un 4-3-2-1 con Douglas Costa e Dybala dietro Ronaldo. Ciò presupporrebbe un po’ di cose: l’impiego di CR7 da unica punta (un fatto relativamente nuovo), l’esclusione di Mandzukic, l’impianto asimmetrico del modulo, specie in fase difensiva. Ancora una volta torna utile citare il modello Real, l’habitat di CR7. Sotto, mentre Isco (immaginate Dybala) si schiaccia davanti ai tre di centrocampo (nella Juve potrebbero essere Matuidi, Pjanic, Emre Can), Bale (immaginate Douglas Costa) si allinea ripiegando in fascia. Ronaldo è naturalmente di là dalla metà campo.



Ma le controindicazioni di questo modulo riguardano le palle alte. Ronaldo è uno dei migliori colpitori di testa al mondo, ma in area, quando c’è da segnare. Diverso è far reparto da solo. Avere un compagno con cui spartire le palle lunghe calciate dalla difesa o dal portiere lo aiuterebbe a non sprecare preziose e inutili energie. Quelle che gli servono per far la differenza dentro l’area. Viene in mente il primo tempo di Bayern Monaco-Real Madrid di quest’anno, quando Zidane schierò lo strano tridente Isco-Ronaldo-Vazquez. Un Ronaldo troppo isolato, sovrastato dai difensori tedeschi.

Fra l’altro non si riflette abbastanza sul fatto che anche in un tridente il portoghese ama defilarsi, lasciando vuoti nel centro dell’attacco. Non è il Pipita, Ronaldo nasce esterno. Nell’evoluzione che ha avuto in questi anni si è trasformato in seconda punta, non proprio in centravanti a tutti gli effetti. Il riferimento vero del Real, davanti, dico dal punto di vista delle posizioni occupate, era Benzema. Ronaldo svariava. Lo guidava il fiuto.
 
4-3-1-2, IN TANDEM CON MANDZUKIC - Ecco perché la presenza in campo di Mandzukic diventa imprescindibile, in varie salse. E’ possibile che con un centrocampo più robusto, l’acquisto di Emre Can va letto proprio in questa direzione, Allegri proverà ad imitare il 4-3-1-2 del Real Madrid, con qualche modifica. In che senso? Dybala non può reggere il lavoro che faceva Isco da trequartista/centrocampista aggiunto. Solo grazie a questo sacrificio abnorme del numero 22 Zidane poteva concedersi il lusso di tenere alte due punte come Benzema e Ronaldo nel suo 4-4-1-1 difensivo.  


 
Nella Juventus spetterebbe a Mandzukic scalare in fascia a sinistra (il corrispettivo di Bale sul lato destro visto sopra), con Dybala dietro Ronaldo e coperto dai tre centrocampisti.
 
4-3-3 SENZA DYBALA - La funzione di sponda/riferimento il croato potrebbe svolgerla benissimo anche in un 4-3-3, da falso esterno, con esclusione di Dybala e impiego di Douglas Costa a destra. In fin dei conti la miglior Juve dell’anno scorso, quella che pareggiò a Madrid, era senza Dybala. Oltretutto con questo impianto di gioco Mandzukic, in fase difensiva, potrebbe rimanere più alto, sfruttando le capacità di corsa di Douglas Costa sul lato opposto. Al limite potrebbero ricompattarsi entrambi con la linea dei tre di centrocampo per rendere la presenza di Ronaldo là davanti più sostenibile. C’è poi un ultimo aspetto fondamentale che la presenza di Mandzukic garantirebbe al gioco di Ronaldo, ovvero l’intercambiabilità sulla sinistra. Un trucchetto che Ronaldo faceva spesso con Benzema. A volte si apriva uno, a volte l’altro, invertendo le due posizioni che vedete ricoperte qui sotto.



Naturalmente questo automatismo potrebbe scattare anche in un 4-2-3-1 iperoffensivo, con Dybala sotto CR7, Mandzukic a sinistra e uno tra Douglas Costa, Cuadrado e Bernardeschi a destra. Oppure in un 3-5-2, visti i Cancelo e gli Spinazzola. Ma il capitolo difesa a tre lo rimandiamo a data da destinarsi.
 
CR7 SENZA BENZEMA - Un ultimo appunto: per quanto gagliardo, generoso e tecnico, Mandzukic non è Benzema. Sarà dunque interessante vedere come se la caverà Ronaldo senza la sua spalla preferita. Negli ultimi sette anni CR7 ha potuto beneficiare di un compagno di reparto con la media di -escluse le coppe - quasi 10 assist a stagione. Un’intesa infinita finita ufficialmente ieri.



Da Calciomercato.com, di Luca Bedogni.