L’espressione di Ronaldo dopo l’errore di Pjanic e il vantaggio granata, l’avete vista? E la rinuncia alla solita esultanza dopo la sua rete, pur di non perdere tempo e provare ancora a vincere il derby, l’avete notata? Particolari non del tutto trascurabili. 

Cristiano si troverà pure bene alla Juventus, si sarà anche ambientato a Torino,  però non tutto gira come vorrebbe lui. Ve lo ricordate come uscì dal campo dopo l’eliminazione con l’Ajax? Scuotendo la testa e mimando la cagarella, e non certo la sua. E quando al S. Paolo con ampi gesti urlava, ai compagni prima e alla panchina poi, di far salire la squadra, e di non lasciarsi schiacciare nella propria metà campo?  Episodi sporadici, ma ricorrenti nel corso della sua prima stagione in bianconero.

CR7 resterà alla Juve, su questo i dubbi ce li hanno solo quelli che non tifano per Madama, però per vederlo davvero soddisfatto qualcosa dovrà cambiare. Non potrà continuare ad essere furibondo, solitario y letal (cit. Beccatini), ovvero implacabile risolutore sempre (se non segna lui, non segna nessuno) ma abbandonato nella metà campo avversaria e, come tale, costantemente incazzato. Venerdì sera gli è arrivato un unico pallone buono,  è andato a prenderlo in cielo e l’ha buttato dentro. Ma che fatica  pareggiare sto derby!  

Degli 11 in campo, gli unici ad avere voglia di giocarlo sono stati lui e Spinazzola, dal cui piede è  partito infatti il cross per l’inzuccata vincente del marziano.  Con lo scudetto già in tasca da 2 turni, non è facile trovare le motivazioni – quelle che, al contrario, aveva il Toro – però esisterebbero pure l’amor proprio e la professionalità.  Se sei eccessivamente svogliato e poco sul pezzo, gli errori diventano inevitabili. Quelli di Cancelo che rimette in gioco la palla nella direzione di Pjanic , pressato da Lukic, e poi dello stesso bosniaco che si fa rimontare, spostare e superare dal giocatore granata, sono stati sesquipedali , quasi da principianti.  Talmente pazzeschi da far inorridire pure Ronaldo. Ripeto: gliela avete vista la faccia dopo la rete del Torino?

Senza voglia e senza idee. Uno straccio di gioco non lo si è visto neppure stavolta, e non è una novità: accadeva pure quando contavano i 3 punti.  Mancavano di nuovo tanti giocatori (a proposito, si è rifermato pure Can), i cambi disponibili in panchina erano risicati, però dietro stavolta c’era Chiellini (il grande assente con l’Ajax), e non ci può essere sempre una scusa.  La squadra  e la rosa sono questi, e probabilmente ha dei limiti, emersi solo alla distanza.

Di sicuro a centrocampo, popolato da interpreti troppo lenti, di piede e di pensiero. Quante volte, in questa stagione, abbiamo visto perdere palle sanguinose lì in mezzo, e raramente qualcuno che si prendesse la briga di impostare la manovra.  Non c’è più Pirlo, d’accordo, però da Pjanic ci si aspettava qualcosa in più. Spesso ha deluso, come venerdì. Il ruolo da play basso non gli si addice, e gli avversari hanno ormai capito che per metterlo in difficoltà basta piazzargli addosso un uomo. Come ha fatto venerdì sera Mazzarri con Berenguer.

 Eppoi, Vidal (il migliore in campo contro il Liverpool, dopo Messi)  Pogba e Marchisio non ci sono più. Per giunta Khedira quest’anno ha fatto mutua.  Credo che, oltre Ramsey, bisognerà metterci mano. E ritengo che Ronaldo sia d’accordo con me, perché da lì parte tutto, da lì si sviluppa il gioco in grado di mettere lui e gli altri attaccanti letali dalla trequarti in su. A lui e Kean, in 95 minuti di derby, sarà arrivata una palla giocabile a testa. Una miseria.

Venerdì sera è stato provato mezzala Cuadrado, ingiustamente fischiato al momento del cambio: ha giocato in un ruolo non suo, per giunta dopo aver ripreso contatto col campo vero da appena 4 partite, dopo quasi 4 mesi e mezzo di stop. Meritava indulgenza. Eppoi, se davvero non contava, perché fischiare il povero Cuadradone? O forse contava solo in teoria, perché uno juventino è come Ronaldo: non vuole mai perdere, meno che meno una stracittadina coi cugini.

Ronaldo l’avrebbe voluta vincere. Lui non si accontenta mai, e per questo si incavola, fa le facce, scuote la testa. Vorrebbe vedere in campo un’altra Juve, sempre. Presumo che attraverso il fidato Jorge Mendes qualche consiglio - insieme a qualche lamentela -  lo farà recapitare a chi di dovere. Se non l’ha già fatto. Perché questa Juve a CR7 non basta. E non è l’unico.