Due settimane fa, fra opinionisti, addetti ai lavori e lettori era cominciata a circolare una domanda: “E se i calciatori di serie A avessero il coraggio di ridursi lo stipendio?” Più che una domanda un auspicio. Non c’era nessuno che non trovasse questa decisione opportuna, sia per il mondo del calcio, sia per la società in generale.

Non c’era chi non vedesse, nel gesto, valori concreti e morali in un periodo di grande difficoltà per tutti. E non solo: la scelta rivestiva anche un alto valore simbolico, perché un gruppo di persone in vista, di personaggi pubblici, di campioni che guadagnano parecchi milioni di euro al mese, decideva di decurtarsi i compensi per concorrere ad alleviare la situazione critica delle loro società. Insomma, quello che, in altri campi e non solo ora, spesso si chiedeva: perché i manager, i dirigenti dagli stipendi milionari non danno il buon esempio per primi, in momenti di palese difficoltà? Il loro “sacrificio” nei confronti del proprio datore di lavoro, può intanto concorrere a tutelare meglio il lavoro di altre persone che, nella stessa azienda, guadagnano molto meno e che la crisi potrebbero sentirla in maniera molto più drammatica sulla propria pelle.

Gesto tanto più nobile perché non imposto, ma frutto di un reciproco, rapido accordo. Quando questa proposta venne fuori quasi tutti si rivelarono scettici: figurati se Ronaldo, se Lukaku…. si tagliano lo stipendio? Scommettiamo?

E, invece, qualcuno lo stipendio ha cominciato a ridurselo davvero. Proprio Ronaldo, proprio i giocatori della Juventus, Sarri compreso. Non c’è voluto molto. Una veloce intesa con la società e via! Intendiamoci, si tratta di un posticipo economico sostanzioso all’anno prossimo e di una decurtazione effettiva di circa una mensilità, ma non sono proprio bruscolini.

La reazione immediata, figuriamoci, è stata entusiasta. Chi più, chi meno, ha lodato la lungimiranza della Juve capace di arrivare prima di tutti a conseguire risultati notevoli, dentro, ma anche fuori dal campo. In un batter d’occhio a Torino sono riusciti, senza annunci, senza tira e molla, a raggiungere un accordo importantissimo, col risultato che tutti, giocatori e società, ci hanno fatto una bellissima figura.

E gli altri? Gli altri, come si dice, sono stati a guardare, anche se come sembra, l’Inter si sta muovendo in questo senso. Bene! Finalmente una buona notizia dal calcio miliardario, da società che maneggiano milioni! Finalmente qualcuno che fa e non chiede, opera e non pretende!

E invece? Invece no! È passato qualche giorno è sono cominciati i ma, sono fioccati i però. Insomma, sono fioriti i dubbi: vuoi vedere che tutta questa spettacolare generosità alla fine serve alla Juve? Vuoi vedere che la Juve ci guadagna perché così risparmia sul suo bilancio?

E allora? Verrebbe da dire. I dipendenti milionari che si riducono il proprio stipendio lo fanno per danneggiare o aiutare la propria azienda? E l’azienda dovrebbe rifiutarlo in nome di non si sa bene quale nobiltà? Intanto ribadiamo che anche una sola mensilità di quel calibro significa non poco. E poi sembra che, in questo Paese, il buono e l’utile, per molti, non possano andare d’accordo.