Adrien Rabiot si è raccontato in una lunga intervista a Billionkeys, partendo dai ricordi del suo arrivo alla Juve: "Quando sono arrivato mi sentivo già un ragazzone. Avevo 24 anni, non è come quando esci dal settore giovanile. Quando vai all'estero cambiano molte cose, ogni giorno che passa maturi sempre di più. Si gioca un altro calcio, c'è un altro modo di fare le cose, e si parla una lingua diversa. E' un cambiamento importante a tutti i livelli".

GIORNATA TIPO - "La colazione la faccio al centro sportivo un'ora prima che inizia l'allenamento, alle 10.30 siamo in sala pesi per fare un lavoro di prevenzione, ognuno secondo le proprie esigenze, aspetto molto importante alla Juve, e alle 11 ci troviamo in campo. Al Psg, per esempio, rimanevamo negli spogliatoi senza fare questo tipo di lavoro prima dell'allenamento, qui invece tra una partita e l'altra è ancora più intenso. Dopo l'allenamento dedichiamo molto tempo alla cura e al recupero attraverso bagni freddi, caldi o in piscina. In Italia non si accettano cambiamenti da questo percorso. Poi, pranziamo tutti insieme e verso le 14.30 lascio il centro sportivo".

STADI VUOTI - "E' uno schifo! Ha chiaramente un impatto sulle partite, sulle competizioni. Sembra di giocare partite di allenamento, quando invece ci sono 40/50mila spettatori sai perché ti trovi lì. Non siamo motivati allo stesso modo, l'adrenalina è diversa e abbiamo bisogno di giocare davanti ai tifosi. Il pubblico aiuta una squadra a superare momenti difficili; quando è sotto pressione, lo stadio pieno aiuta a raddoppiare gli sforzi. Il tennista francese Benoît Paire può esagerare a volte il suo atteggiamento, ma capisco perfettamente la sua mancanza di motivazione in relazione a questa situazione senza precedenti. Non pratichiamo sport di alto livello per esercitare la nostra disciplina a porte chiuse. Mi auguro possano tornare presto i tifosi allo stadio".

MASSA MUSCOLARE - "Guadagno regolarmente massa muscolare, ma voglio tranquillizzare tutti che non prendo nessun prodotto illegale. E' il risultato del metodo di lavoro che c'è alla Juve, ma credo che sia legato più a esercizi che faccio in campo nel corso della stagione".

APPRENDIMENTO CONTINUO - "Si impara ogni giorno, tutta la nostra vita e da tutti. Venendo a Torino ho imparato un nuovo modo di lavorare, con un allenatore del livello di Pirlo non si può far altro che apprendere! Il mister può aiutarmi a migliorare e anche i compagni di squadra hanno tutti qualità diverse, è un imparare in continuazione".

RONALDO - "La chiave del suo successo è lì: lavoro, lavoro e ancora lavoro. Sia nel calcio che in altre aree. Penso in particolare a Elon Musk, il capo della casa automobilistica Tesla. Sono grandi lavoratori che non si fermano mai. Da quando lavoro con Cristiano, ha mostrato grande rigore nel suo lavoro quotidiano. Certamente ha un talento naturale, ma non è solo questo, sarebbe troppo facile. Ha anche l'intelligenza per conoscere bene il suo corpo. A trentasei anni sa esattamente come gestire i suoi sforzi. Non può essere appreso, è uno stato d'animo, una questione di volontà. Questo è quello che ricevo da lui quotidianamente, questa voglia di restare concentrato sulla sua prestazione atletica. Alla sua età gioca quasi tutte le partite, accumula fatica, un vero dispendio di energie eppure risponde sempre. La sua instancabile determinazione è esemplare".