Estate 2017. I sempre vigili osservatori della Juve ricevono una segnalazione dal profondo nord. In Norvegia c'è un ragazzone di 17 anni che se la gioca con tutti nella massima divisione norvegese. È Erling Braut Haaland, oggi nuovo baby fenomeno del calcio europeo che in quel momento nessuno conosceva. Piuttosto ci si poteva ricordare di suo padre, Alf-Inge, difensore protagonista anche in Premier tra gli anni Novanta e i primi Duemila. Meglio così. La Juve lo segue, si convince possa essere un grande colpo in prospettiva, tratta a lungo con il Molde e arriva ad un accordo in grado di convincere il club norvegese: a gennaio 2018 sembrava tutto fatto per una cifra compresa tra i 4 e i 5 milioni di euro, con Haaland destinato a vestire il bianconero a partire dall'estate dopo altri mesi a farsi le ossa con il Molde che pure aveva interrotto tutti i contatti con gli altri club. Ma in ultima istanza è stato proprio Haaland a rifiutare la Juve.

PERCHE' NO – Dopo aver superato a pieni voti la selezione bianconera, apprezzato anche le strutture di Vinovo e assistito a un paio di match della Juve di Max Allegri allo Stadium, ecco il passo indietro. I dubbi non erano del club bianconero, investire quasi 5 milioni per un ragazzo ancora minorenne rappresentava un investimento praticamente senza precedenti per la Juve, che avrebbe tenuto Haaland alla base per farlo crescere tra Primavera, Under 23 e prima squadra. Un progetto tecnico non abbastanza convincente per papà Haaland, meglio completare un'intera altra stagione al Molde e aspettare che il mercato facesse il suo corso senza tornare nel calcio giovanile. Ha avuto ragione lui, ha avuto ragione soprattutto il Salisburgo che ora mette in mostra un gioiello che qualcuno valuta già 100 milioni. E per il quale la Juve non molla. Con il rimpianto di chi sa che avrebbe potuto acquistarlo per una cifra di venti volte inferiore. Ma con la convinzione di chi ha sempre creduto in lui, anche se forse non abbastanza.