Qualche scorribanda c'è stata, rara come i suoi sorrisi. Eppure, a fine partita, mentre Spinazzola salutava i compagni di una domenica e si accingeva a tornare a casa, la stanchezza era stata insidiata per un attimo dalla soddisfazione. No, non per la prestazione: ma semplicemente per i 90 minuti in campo. Tutti di fila. Tutti senza fiatare. Ricompattando la linea a quattro e riproponendosi più o meno con continuità cavalcando la trazione offensiva. 

LE RISPOSTE - Baldini non ha usato mezze misure, a fine partita. Ha rivissuto il calvario con i suoi occhi da calciatore e ha predicato calma. Che Spinazzola non si riprende in pochi giorni, né la Juve ha fretta di reinserirlo a pieno organico. L'importante - dice l'allenatore della Primavera - è che il giocatore abbia messo benzina nelle gambe. Che si sia proposto, che si sia calato perfettamente in una partita particolare e dai ritmi serrati. Paradossalmente, sarebbe stato più facile rientrare tra i grandi. Avrebbe fatto di sicuro meno fatica. 

DA ADESSO IN POI - Non vanno paragonate le situazioni di Spinazzola ed Emre Can. Non avrebbe senso, e non solo perché i problemi fisici sono di tutt'altra natura. Al momento, Leonardo deve incamerare minutaggio e fiducia. Ritornare ad avere quella convinzione e quella tenuta fisica che ha sempre fatto la differenza. Il sorriso, mentre inforcava la prima e lasciava Vinovo, fa ben sperare. Dall'Ippodromo alla Continassa è solo qualche chilometro. Ma va fatto di corsa.