Sarà rivoluzione? Nì. Nel senso che, situazione d'emergenza a parte, l'obiettivo della Juve sarà anche quello di trasformare una rosa apparsa in difficoltà per lunghi tratti. Scorrendo i nomi a disposizione di Sarri, la sensazione generale (e confermata dal campo) è che più di qualcuno sia agli sgoccioli della sua avventura a Torino. Il dovere di rientrare nel buco di bilancio è stato pressoché ultimato (qui tutte le cessioni di questi giorni), ora serverebbero cessioni soltanto per il gusto di farle. Tralasciando i guadagni e abbracciando il cambiamento mai così agognato. 

QUANTI NOMI - Solo il reparto portieri è destinato a non essere toccato (ma ad andar via sarà Perin), per il resto sembra un quiz della fascia pre serale: tutto in gioco, posta altissima, spettacolo assicurato. A partire dai difensori e da quel Rugani con le valigie già pronte, come ogni estate dal suo arrivo alla Juve: neanche Sarri l'ha rivitalizzato, concorrenza troppo spietata con De Ligt e Demiral. Poi? Sui terzini ci si muoverà con calma e decisione: si valutano proposte per Alex Sandro, De Sciglio sembra più out che in. Danilo e Cuadrado (occhio al Napoli) non esattamente intoccabili. 

I PEZZI GROSSI - E quel centrocampo, sì, ha proprio bisogno di una lucidata. Khedira valuta il futuro con voglia di restare, Matuidi lo stesso, Bentancur unico certo della permanenza. Con Arthur in arrivo, Paratici ascolterà offerte soprattutto per Rabiot e Ramsey: plusvalenze nette e aria da scommesse perse. Oh, capitolo attacco: Higuain prepara l'addio, sugli esterni sarà 'corsa' a due. Douglas Costa e Bernardeschi si giocano un posto per il futuro: l'accelerazione su Ferran Torres e il posto in caldo per Kulusevski indicano la strada.