Bach, presidente del Comitato Olimpico internazionale, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. 

2021 - La dinamica della diffusione del coronavirus ha stravolto la situazione nell’ultimo weekend e ci ha portato alla decisione dello spostamento dei Giochi al 2021. Stavamo monitorando la situazione giornalmente e seguivamo con attenzione il parere dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, preparandoci per ogni evenienza".

DA EVITARE - "Da una parte le misure con cui il Giappone era riuscito a contenere il virus e a minimizzarne gli effetti ci faceva pensare che forse poteva esistere la possibilità di potere mantenere i Giochi a luglio. Allo stesso tempo però aumentavano i dubbi sulla situazione mondiale, dove l’aumento dei casi era impressionante. E la domanda pressante era: il mondo sarà in grado di andare in Giappone in completa sicurezza? Così avevamo prefigurato anche uno scenario che prevedesse la quarantena per le delegazioni. Eravamo arrivati all’idea che con tutte le cautele potesse essere possibile".

CAMBIO IDEA - "Domenica mattina abbiamo visto i numeri dell’ invasione del virus in Africa, dove era appena sbarcato. Pochi erano i casi, ma in molti Paesi. Poi sono arrivate le notizie dell’avanzata del virus anche in Sudamerica e negli Stati Uniti. Per questo ho chiamato una teleconferenza di emergenza del nostro Consiglio Esecutivo per aprire la discussione con gli organizzatori giapponesi sulla possibilità dello spostamento temporale dei Giochi. E, mentre discutevamo, arrivavano ancora notizie allarmanti: il virus aveva colpito anche molte isole dell’Oceania. Così la scelta di cambiare la data dell’Olimpiade è diventata un passo necessario, ma poteva essere presa solo di comune accordo con i giapponesi. Per questo abbiamo subito informato Mori, il presidente del comitato organizzatore, della nostra opinione e gli abbiamo chiesto di parlarne al primo ministro Abe per aprire la discussione su un possibile scenario di rinvio e poi di fissare il momento in cui, in caso di accordo, informare il mondo. Poi lunedì anche il direttore generale dell’OMS ha mandato un rapporto sul deteriorarsi della situazione e ha anche fatto sapere che aveva intenzione di chiamare tutti i leader del G20 per informarli. Così abbiamo chiamato ancora Tokyo ed è stata fissata l’ora dell’annuncio il giorno dopo del primo ministro Abe".

NON CANCELLIAMO - "Non è mai stata un’opzione presa in considerazione, anche se è stata discussa. Ma faccio presente che la cancellazione aveva bisogno solo della nostra decisione, mentre lo spostamento richiede il consenso delle parti di cui abbiamo parlato".

CELEBRAZIONE - "La più grande celebrazione dello sport per il ritorno alla vita del genere umano dopo la tragedia. Il fuoco olimpico farà luce dopo questo tunnel buio, di cui non vediamo ancora la fine".