E anche Pochettino si e' messo in coda. Gli e' stato sufficiente incrociare 2 volte la Juventus sul proprio cammino europeo ed ha immediatamente smesso l'aplomb britannico, acquisito in tutti questi anni di Spurs, per indossare quello dell'italiota medio anti-juventino. 

Un tipo apparentemente simpatico e gioviale il buon Mauricio Roberto, disponibile a farsi selfie o scambiare quattro chiacchiere coi tifosi bianconeri quando e' transitato da Torino per giocare la gara d'andata. Simpatia e disponibilità, insieme a tante belle parole ed elogi spesi nei confronti della Juventus, automaticamente esauriti appena il suo Tottenham e' stato eliminato dalla Champions. 

Da quel momento Pochettino ha subito una metamorfosi, da gentleman a comunissimo anti-Juve, identico ad uno dei tanti milioni presenti sul territorio nazionale. E appena lo evidenzi, ti senti rispondere "chiediti perche' pure lui ce l'ha con la Juve". 

Facile: perche' ha perso.


Al momento del sorteggio, Pochettino aveva utilizzato solo parole al miele nei confronti di Madama: squadra esperta, al livello delle altre big europee, con la cultura della vittoria, nettamente favorita per la qualificazione, bla bla bla...Tiro' fuori persino la bagna cauda, i suoi nonni piemontesi, la passione famigliare per la Juventus. "Affrontarla e' un sogno che si avvera" confesso'. Sembrava sincero, sembrava...

Dopo il 2-2 dell'andata, emersero gia' le prime crepe: "Il gol di Higuain e' stato segnato in fuorigioco" denuncio',  e aggiunse  fiero "li abbiamo dominati". Come dire: siamo stati piu' forti di loro e dell'arbitraggio.

Ma il meglio Pochettino lo ha conservato, e detto, dopo la gara di Londra. Dopo la sconfitta che, probabilmente, non aveva previsto. E stavolta ha dato il meglio di se. "La Juventus ci ha dato una lezione su come si vincono le partite - ha ironizzato il Maurizietto- : Agnelli e Marotta erano sempre in campo, ed hanno fatto pressioni sull'arbitro prima della gara e nell'intervallo" (qui tutte le dichiarazioni)

A parte che Il presidente e il nostro DG assistono dal campo ad ogni riscaldamento della squadra, all'Allianz cosi come in tutti gli altri stadi in trasferta, e' una loro abitudine. Così come solitamente scendono negli spogliatoi alla fine dei primi 45 minuti, come consentito a tutti i tesserati del mondo. 

Ma poi, caro Pocho, ci potresti elencare gli episodi in cui il pessimo Marciniak ci avrebbe favorito? 

Io, per esempio, ricordo una derapage nella vostra di Verthonghen con abbattimento di Douglas Costa; sempre il belga protagonista di altre entrate fallose e soltanto una vola sanzionato col cartellino giallo scampando più volte quello rosso, un colpo di testa di Kane finito sul palo, e che avrebbe potuto costare il pareggio, viziato da un fuorigioco di rientro del medesimo giocatore; un pallone recuperato da Son oltre la linea di fondo e rimesso irregolarmente  in gioco da far smoccolare Buffon. 

Sarebbero questi gli effetti del condizionamento arbitrale da parte dei dirigenti della Juventus? Davvero dei tipi molto convincenti, a quanto pare!

Se poi il Pocho si riferisce ai 2 falli di mano commessi da Chiellini, uno in area e l'altro al limite, trattasi davvero di pura malafede: nel primo caso il difensore juventino cade e, da terra, non cerca mai di andare a fermare il pallone (infatti l'arbitro ha concesso il vantaggio a Kane, che poi tira) nel secondo Chiellini e' di nuovo in caduta e il pallone gli sbatte sul braccio. 

Nel Pochettino indignato per questi episodi, sarà forse' perche' di primo nome fa Maurizio e di secondo Roberto, ho rivisto il tipico tifoso italiano antijuventino, il quale per natura non si accorge mai dei torti subiti dalla Juventus, mentre al contrario sbraita e strepita per quelli che ritiene essere danni colossali subiti dagli avversari di Madama, e dietro tutto questo intravede un disegno occulto studiato su misura per favorire il potente di turno, ovvero Agnelli. 

Una storiella che il sottoscritto sente ripetere dai tempi di Boniperti, magari pure i nonni di Pochettino conoscevano  già e al loro nipotone Maurizio ha fatto comodo tirare fuori dopo l'eliminazione. Un conoscitore del mondo del calcio come lui sa bene che la potenza degli Agnelli e l’arbitro piegato alle loro volontà è un evergreen con cui andare sul sicuro, fa tanto rumore e ti salva sempre in corner. 

Avanti il prossimo!

Tutti gli episodi contestati tra andata e ritorno nella nostra gallery dedicata.