Il futuro in bianconero di Miralem Pjanic si fa sempre più distorto, in bilico. Per la prima volta dall’estate 2016, quando è sbarcato a Torino dalla Roma per 32 milioni di euro, il centrocampista bosniaco è finito nella lista dei cedibili. A indurre la società a prendere questa posizione è stata una stagione vissuta di alti e bassi. Quei 150 palloni a partita richiesti da Maurizio Sarri non sono mai stati raggiunti, finendo in panchina nelle ultime partite pre-coronavirus in favore di un Rodrigo Bentancur in grande spolvero in cabina di regia. Pjanic non è più considerato indispensabile nello scacchiere di Sarri, per questo può essere sacrificato per dar respiro alle casse bianconere.

I NUMERI - Calciomercato.com riporta le cifre della sua possibile cessione. Innanzitutto, la sua partenza permetterebbe alla Juventus di risparmiare circa 11,5 milioni di euro lordi all’anno, ovvero l’ingaggio del contratto che andrà in scadenza nel 2023. Per quanto riguardo il prezzo del suo cartellino, la sua valutazione è scesa nell’ultimo periodo. Infatti, il coronavirus non solo ha fermato quasi tutte le leghe calcistiche, ma ha influito negativamente anche sul mercato, sgonfiando il valore dei giocatori. Pjanic non è escluso da questo contraccolpo: se fino a poco tempo fa Paratici poteva chiedere 65 milioni per il 30enne bosniaco, ora per strapparlo alla Juve basteranno 45/50 milioni. Che è comunque un bel tesoretto per arrivare agli obiettivi del mercato bianconero. Campo, risparmio ed entrate: tre motivi per cedere l’ex Roma.