Paulo Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa, ma non solo. Sono servite tre magie alla Juve per capitalizzare il gioco, il dominio imposto sul Genoa nel corso di tutta la partita. Geometrie, tratti di Sarrismo, se così vogliamo definirlo. Il pallino della gara è sempre stato in mano ai bianconeri, senza pericoli corsi e con tante iniziative. Brilla CR7, Bernardeschi è in palla e anche Dybala si muove bene tra le linee. La Juve senza punti di riferimento, quella che attacca raramente la profondità si trova. E tutto parte dal centrocampo. 

LA CARTA PJANIC - C'è un Bentancur, come spesso di recente, molto sopra le righe, tanto in fase di pressing, quanto in quella di possesso, e c'è Miralem Pjanic. Le ultime settimane difficili, l'addio annunciato e ufficializzato ieri, la lettera d'amore alla Juve. In cui si parla di sentimenti, quelli veri. Sono stati giorni emozionanti, a tratti difficili, che Miralem pare essersi messo alle spalle al fischio d'inizio a Marassi. La sua gara è pulita, semplice ma efficace. Palloni in avanti, gestione rapida, spostamenti da destra a sinistra (e viceversa) ma con più velocità - una caratteristica notata anche da Sarri - per accerchiare meglio il Genoa. E i pericoli sono arrivati. Poi qualche colpo dei suoi, come la palla con cui innesca Ronaldo. Senza guardare, a un tocco. Poi, chiaramente, CR7 ci mette più che del suo per renderla speciale. Ma c'è. E Sarri applaude: "Non ci ho parlato in questi giorni, l'abbiamo fatto spesso dopo il lockdown perché c'erano stati quei 20/25 giorni in cui era sottotono e insieme ci siamo chiesti il perché cercando di capire e superare i motivi che potevano essere alla base di un calo di condizione, più che altro mentale. In questo periodo sono sicuro che farà molto bene, lo sto vedendo molto sereno, tranquillo, e integrato con staff e compagni di squadra. Non ho nessuna preoccupazione da questo punto di vista". 

LA PROMESSA - Oltre ai segnali, forti e positivi, a fine gara è arrivata anche la promessa, che ribadisce l'amore dichiarato ieri: "Il massimo è il minimo che posso prometterti". Si era detto Fino alla Fine, e così sarà. Con questi presupposti, anche in una situazione più che anomala, non possono che esserci sorrisi e belle speranze. Per Sarri, per Pjanic, per la Juve.