Rivoluzione Juve, rivoluzione Pirlo. Personalità sulla panchina bianconera, poco importa se è solo la sua prima volta da allenatore. La mentalità di Andrea è stata chiara fin da subito: svecchiare la squadra e puntare sui giovani. La scelta di mettere il '99 Frabotta contro la Sampdoria alla prima giornata è stato un primo segnale, ieri l'esterno sinistro è stato confermato con l'aggiunta di Manolo Portanova - classe 2000 - nel tridente con Kulusevski (stessa età) e Morata. 

TROPPI GIOVANI - Già, ma  risultati? Tardano ad arrivare. O meglio, non arrivano proprio: perché l'unica vittoria in tre partite è quella contro la Sampdoria, e se il pareggio con la Roma ci può stare - anche se i giallorossi hanno giocato nettamente meglio - quello contro il Crotone è un netto passo indietro. E se tutti questi giovani fossero troppi? Martedì sera la Juve debutta in Champions League contro la Dinamo Kiev di Mircea Lucescu, ex allenatore di Pirlo ai tempi del Brescia e tecnico di grande esperienza. Per Andrea sarà la prima panchina europea e non vuole fallire al debutto, con tutti gli occhi puntati addosso. Per questo, allora, in Champions è meglio puntare sull'esperienza.

TESTA AL PRESENTE - Per una notte si può non guardare al futuro: niente lungimiranza, testa al presente e al grande obiettivo stagionale. E allora dentro i giocatori più esperti, quelli che la musichetta della Champions la conoscono a memoria, personalità e leadership per dare una scossa nel momento decisivo. Per i giovani c'è tempo e avranno sicuramente spazio nelle rotazioni in campionato. Martedì però la Juve debutterà in Europa, e lì, a Kiev, bisognerà pensare al presente.