Cristiano Ronaldo, come è stato giustamente scritto, è la pietra angolare di questa Juventus. Dunque è ragionevole immaginare che il campione portoghese abbia in mente una squadra sempre più speculare e funzionale a se stesso. Cercare e trovare per mettergli a fianco compagni di reparto in grado di esaltare ancora di più le sue caratteristiche tecniche e tattiche fa parte della logica con la quale si muove Paratici il quale, prima di agire, ascolta le indicazioni che arrivano dalla voce di CR7. Va quasi tutto bene e sottolineo il quasi.

In un’azienda che funziona a meraviglia, come la Juventus, la prima regola dovrebbe essere quella del "a ciascuno il proprio compito". Tracimare in funzioni per le quali non è previsto sconfinamento e neppure ingerenze di alcun tipo non soltanto è sbagliato ma anche pericoloso. Nel caso specifico non è un mistero per nessuno il fatto che Ronaldo stia pressando la società perché ingaggi l’interista Mauro Icardi e, conseguentemente, si liberi di Paulo Dybala il quale, peraltro, ha sempre vissuto con ansia la vicinanza del collega portoghese. 

Se davvero si dovesse arrivare a questo scambio di giocatori, a mio avviso molto azzardato, vorrebbe dire che il peso specifico di Ronaldo sta andando ben oltre quelle che devono essere le sue competenze. E ciò è sbagliato perché, da sempre e per logica, al massimo deve essere l’allenatore a suggerire i nomi dei giocatori che avrebbe intenzione di allenare. Anche per questo c’è da augurarsi che il “caso Sarri” venga risolto al più presto onde evitare che si trasformi in farsa.

In ogni caso lo stesso Ronaldo ha il sacrosanto dovere di occuparsi di se stesso e basta anche se mi rendo conto che il suo parere sia utile senza però dover essere vincolante. Ricordo di un altro fuoriclasse come Omar Sivori. Quando il suo compagno Charles venne ceduto alla Roma, l’argentino fece fuoco e fiamme perché la Juventus gli comprasse un attaccante francese di nome Douis che, nel calcio, fu stella filante. Alla Juventus arrivò invece Nenè, un brasiliano che Sivori non sopportava proprio e che fallì miseramente anche perché mai supportato dalll’angelo con la faccia sporca. Nenè venne poi ceduto al Cagliari dove seppe dimostrare tutto il suo reale valore. Insomma, un giocatore ancorché campione e di nome Ronaldo farebbe meglio ad astenersi dall’ambizione di voler invadere un campo non suo.