Due top player nella medesima conferenza stampa. Da un lato Cristiano Ronaldo, dall’altra Fabio Paratici, entrambi protagonisti nella sala “Gianni e Umberto Agnelli” dell’Allianz Stadium: il colpo del secolo e chi, quel colpo, è riuscito a trasformarlo in realtà. E non è un caso che il 46enne piacentino - dal 2010 direttore sportivo della Juventus - fosse lì, a presentare l’acquisto più importante della storia bianconera.

IL COLPO DI PARATICI - Onore e onere, ma soprattutto l’ennesima dimostrazione di una fiducia incondizionata da parte della società nel proprio dirigente. “Un’idea folle nata dopo il gol in rovesciata allo Stadium e quella standing ovation”: così Paratici descrive in poche parole l’affare Ronaldo. E’ un trasferimento storico in cui lui ha messo per l’ennesima volta lo zampino, attraverso il filo diretto con Jorge Mendes da una parte e con i vertici juventini dall’altra: “Ne ho parlato col presidente Agnelli, che si è preso qualche ora e poi mi ha detto ‘Vai avanti’”. Non è tipo avvezzo a spendere troppe parole, Paratici, ma quando lo fa il contenuto del discorso si carica inevitabilmente di importanza. La stessa che attiene al proprio ruolo-chiave, decisivo per la rinascita della Juve e per il ciclo vincente degli ultimi sette anni. Lo sa bene la società, rapida a blindarlo con un rinnovo triennale - lui come l’inseparabile Beppe Marotta e il resto del blocco dirigenziale - di fronte ai tanti interessamenti provenienti dall’estero.

DAL BARÇA ALL'IDEA ZIDANE - All’inizio della scorsa stagione i nomi di Marotta e Paratici erano rimbalzati con insistenza dagli ambienti vicini al Barcellona, poi era stato il turno di Monaco e Chelsea. Assalti respinti dalla Juventus e dai diretti interessati, decisi a proseguire il lavoro iniziato otto anni fa e portare il club ancora più in alto in Europa. Così si spiega anche l’ipotesi stroncata sul nascere di un eventuale ritorno di Zinedine Zidane a Torino, per un ruolo “dietro la scrivania” e in particolare come “consulente” del ds. A proposito dell’indiscrezione proveniente dalla Spagna sono arrivate secche smentite da parte della Juve, che per una simile posizione di raccordo tra squadra e società continuerà a puntare sul vicepresidente Pavel Nedved. Per tutto il resto c’è un top player chiamato Fabio Paratici.

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@mcarapex