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Fabio Paratici, ospite in collegamento di Sky Sport, ha appena rilasciato parecchie dichiarazioni: "Italia-Inghilterra in finale degli Europei dopo appena dieci giorni che sono direttore sportivo del Tottenham? Non so come reagirebbero i miei colleghi qui agli Spurs, soprattutto se dovesse vincere l'Italia. Certo, per ora ho portato bene a loro: come sono atterrato a Londra, Harry Kane si è sbloccato negli ottavi di finale contro la Germania".

KANE - "Continuare a godercelo è un obiettivo di tutto il club, non vedo l'ora di vederlo giocare dal vivo. In questi anni di Juventus ho visto all'opera grandissimi attaccanti all'opera, i vari Ronaldo, Dybala, Tevez, Higuain e chissà quanti ne dimentico... Kane è uno dei migliori al mondo, un giocatore speciale che abbina un fisico da bomber vero e una tecnica raffinata, calcia coi due piedi e fa tanti assist. Siccome fa tanti gol, pochi notano quanto sia anche un giocatore di squadra oltre che finalizzatore. Nei primi tre attaccanti al mondo. Non lo sto sentendo in questi giorni perché non mi sembra giusto disturbarli mentre sono concentrati agli Europei".

BONUCCI E CHIELLINI - "Non sono solo ex giocatori miei, ma sono miei amici".

ITALIA-SPAGNA - "Sfida tra grandissimi allenatori. Mancini è peraltro super-amato qui in Inghilterra, e anche Luis Enrique è un tecnico di altissimo livello. Sarà una partita molto tattica, ma gli Azzurri hanno qualche certezza in più. Vero che gli spagnoli giocano in questo modo molto tecnico da molti più anni, ma l'Italia lo sta praticando molto bene e ha qualche solidità in più a livello di giocatori".

L'ULTIMA VOLTA IN QUELL'HOTEL - "Quando con la Juve battemmo il Tottenham a Wembley in Champions League, avevamo alloggiato nello stesso albergo in cui sta alloggiando l'Italia in vista della semifinale contro la Spagna. Una particolarità: se sali sul roof garden vedi lo stadio dentro, a piedi ci metti tre minuti ad arrivare, ma col bus ci impieghi oltre un quarto d'ora a causa di un giro particolare di sensi unici".

BERARDI - "Fu vicinissimo alla Juve, lo trattavamo già dal gennaio di quando giocava in Serie B. Sono felicissimo che sia arrivato a un livello internazionale adesso".

CHIESA - "Non sempre va tutto bene, quindi la gente giudica in un certo modo, poi cambia e ricambia idea... Noi siamo sempre stati molto convinti di Federico, che al di là delle qualità ha una mentalità e una tenacia pazzesca, lavora sempre al massimo ed è super concentrato, la dote più grande per un giocatore per migliorare ogni giorno".

POGBA - "Noi siamo molto affezionati a lui, che arrivò ragazzo da noi ed è cresciuto in bianconero. Ma è molto difficile che torni, non siamo mai stati vicini a riportarlo a Torino".

LA PREMIER LEAGUE - "Negli ultimi dieci anni le squadre inglesi si sono divise la partecipazione alla Champions League, col Manchester United e l'Arsenal più volte rimaste fuori. Questo è un terreno molto sfidante, dove il calcio è vissuto in maniera viscerale nel momento della gara. Quando gioca la Nazionale, poi, tutto si ferma. Stamattina il medico che mi ha fatto il tampone mi ha abbracciato pensando fossi inglese, per il risultato di ieri contro l'Ucraina: ho dovuto dirgli che sono italiano, ma sono felice per loro."

LE STRUTTURE - "Nel Regno Unito c'è la cultura dell'investire sulle infrastrutture, stadio di proprietà, centro sportivo... Il centro d'allenamento del Tottenham ha 18 campi da calcio con erba stile golf, con fiori e siepi curati nei minimi dettagli, un posto meraviglioso dove la gente lavora serena ed entusiasta".

WHATSAPP - "In undici anni di Juve non l'ho mai avuto, ho aspettato di venire al Tottenham per farmelo (ride ndr)".

VALZER ALLENATORI TOTTENHAM - "Abbiamo parlato con alcuni allenatori, come si fa sempre, e dopo alcuni colloqui abbiamo optato per Espirito Santo che ha una grandissima esperienza, anche qui in Inghilterra col Wolverhampton dove ha valorizzato tantissimo i giocatori. E aveva fatto molto bene a Porto e Valencia".

CONTE - "Per i rapporti che avevamo e per la sua esperienza l'abbiamo sondato, ma logicamente quando si cerca un allenatore si parla con più di uno alla volta. Si cerca di capire le caratteristiche di ciascuno, lo stato d'animo, le energie, e si sceglie quello che si ritiene migliore".

GATTUSO - "Abbiamo parlato anche con lui e, al di là di quello che è uscito qua in Inghilterra, eravamo ancora ai colloqui. In Italia il contatto si considera già quasi una chiusura, mentre qui si vive tutto con più tranquillità. Le notizie su Conte, Fonseca o Gattuso provenivano soprattutto dall'Italia, e in Inghilterra tutti si chiedevano come mai tutti questi rumors..."

PARATICI AL TOTTENHAM, COME NACQUE? - "Col presidente Levy ci conosciamo da tanti anni, negli ultimi 20 anni ha costruito un Tottenham incredibile, che da 15 anni di fila fa le coppe europee, spesso Champions League, poi lo stadio più avveniristico al mondo e un centro sportivo pazzesco... è un presidente davvero molto presente, c'è stima reciproca con lui e quando mi ha prospettato questa opportunità sono stato molto felice perché la Premier è sempre stata un mio sogno, un'esperienza nuova rispetto a quanto fatto finora. Mi completerà molto a livello professionale e umano, sono felice pure che la mia famiglia possa venire qua a farsi un'esperienza. E la grandissima tradizione dei club inglesi..."

FINE CICLO JUVE - "Sono stati anni meravigliosi, stare in una società come la Juventus è un'enormità, pensate come si cambia in così tanti anni! Mi porterò dietro grandissimi ricordi, è stata un'esperienza meravigliosa ma ora era giusto cambiare. Della Juve ho soltanto bei ricordi".

CASO SUAREZ - "Sono cose che succedono, ora sono in corso tutti gli accertamenti del caso, le cose si chiariranno e io sono molto tranquillo. Quello è stato un dispiacere personale ma non ha inciso sul mio addio alla Juve e al calcio italiano".

ALLEGRI - "Avevo già parlato con Andrea Agnelli e sapevo che non sarei rimasto alla Juve, quindi non avevo pensato io alla programmazione. Stimo molto Allegri come allenatore e persona e lo ringrazio, è un uomo molto intelligente e questa è la dote più grande. Insieme a lui e al suo staff abbiamo vissuto vittorie indimenticabili".

IL FOGLIETTO - "Conoscendo i miei difetti, faccio liste più volte al giorno per non dimenticarmi nulla. Quella storia è piacevole a livello mediatico, meno a livello personale: non è carino che se tracci qualcosa e lo butti, poi qualcuno lo recupera e lo pubblica. Su quel foglietto c'era Chiesa, c'era Romero e altri".

I PROCURATORI - "A scegliere i giocatori sono i dirigenti insieme all'allenatore, in base alla bravura e alla funzionalità e non in base al loro agente".

DONNARUMMA - "Un bravissimo portiere, il miglior giovane portiere al mondo, ma non ho provato a prenderlo al Tottenham".