Raffaele Palladino si racconta ai microfoni di Tuttosport: "Del calcio giocato non mi manca niente perché mi sono buttato subito nel mio nuovo ruolo. Voglio ringraziare il Monza, il dottor Galliani e il ds Antonelli che hanno creduto fortemente in me. Allenerò i ragazzi di 10 anni e lavorerò con gli attaccanti del vivaio del Monza".

SERIE B - "Deschamps ha creduto in me e mi ha aiutato a mettermi in mostra. La rinascita è passata da un'evoluzione della società e la crescita dentro e fuori dal campo è stata la formula del successo".

NEDVED  - "Me lo sentivo che Pavel sarebbe rimasto alla Juve perché la amava già da giocatore. Vederlo così, super elegante, fa un po' specie. Con lui ho un grande rapporto e mi ha fatto da chioccia quando ero alla Juve, mi ha aiutato tantissimo".

RONALDO - "Ero sorpreso, Cristiano è sempre stato il mio idolo e il rammarico è che è arrivato alla Juve troppo tardi per poterci giocare insieme. L'ho affrontato in nazionale ma quando l'ho visto accanto a Pavel e alla dirigenza sono rimasto quasi a bocca aperta. Ronaldo ha partato alla Juve la sua mentalità, è stata un'operazione pazzesca".

SARRI - "Ha fatto una gavetta incredibile e ora è maturo, lo stimo molto come allenatore e persona. La Juve ha fatto bene a puntare su di lui perché sa mettere i giocatori nelle condizioni migliori penso che tra due mesi vederemo la vera Juve di Sarri".

MARCHISIO - "Con Claudio ho condiviso tantissime cose dal settore giovanile alla prima squadra. Eravamo nello stesso pensionato. Poteva dare ancora tanto ma i problemi fisici lo hanno costretto a dire basta. Mi piace pensare che sia un segno del destino quello che è successo".