Al prossimo che dice che nel calcio conta più il collettivo del campione faremo rivedere questa partita. La Juve più brutta degli ultimi anni ha battuto il Milan perché a un certo punto Sarri si è ricordato che in panchina aveva due fenomeni come Dybala e Douglas Costa mentre in campo ne aveva un altro, Cristiano Ronaldo, che stava ciondolando su una pessima condizione fisica. Ha tolto CR7, ha messo Dybala e ha vinto con una prodezza di questo gigante. Tutte le volte che Dybala sta fuori è un insulto al calcio.

SOLO MILAN - Ma la partita aveva detto una cosa ben diversa. Aveva detto che il Milan, reduce da 4 punti in 4 gare, ha messo sotto la Juventus sul piano del gioco e che solo Szczesny aveva salvato a ripetizione la sua porta. A un amante del bel gioco come Sarri non sarà sfuggito questo aspetto. Altro che spartito, altro che collettivo, altro che armonia corale, solo un fuoriclasse poteva vincere e così è stato. La Juve ha vinto pescando in panchina, una fortuna che Pioli non ha.

TRE DI QUATTRO - Alla ricerca di un equilibrio tattico, Sarri ha trascurato almeno in parte la ricchezza del suo organico. In attacco ha 4 giocatori che si dividono le qualifiche di fuoriclasse, campioni, fenomeni, e sono Higuain, Cristiano Ronaldo, Dybala e Douglas Costa. Ora, saranno anche discorsi da bar come dice il tecnico di Figline, ma almeno tre di questi quattro devono giocare. A meno che, senza di loro (senza due di loro), la Juve non sia una squadra spettacolo. Siccome adesso non lo è (e in questa stagione lo è stata poche volte), allora largo ai fuoriclasse-campioni-fenomeni.

JUVE SCIALBA E LENTA - Con gli occhi pieni di Liverpool-Manchester City sapevamo che Juventus-Milan non avrebbe mai raggiunto lo spettacolo della sfida inglese, non ne avrebbe mai sfiorato il ritmo, la velocità e l’intensità, ma qualcosa di più, qualcosa di meglio era legittimo aspettarsi. Soprattutto dalla Juventus. Il primo tempo dei bianconeri è stato pari a niente. Niente gioco, niente corsa, niente di niente. Se a Mosca questa squadra aveva vinto deludendo, nei primi 45' contro il Milan ha fatto ancora peggio. Zero o quasi Ronaldo (una conclusione centrale parata di nessuna difficoltà per Donnarumma), poco Higuain (un tiro deviato in angolo con i piedi dal portiere della Nazionale), un paio di accelerazioni di Cuadrado, un tiro alto di Bernardeschi che Sarri continua a impiegare come trequartista senza ottenere benefici per la squadra e per il giocatore stesso.

MEGLIO IL MILAN - Se si pensa che negli ultimi 10 campionati la Juve ha fatto 206 punti in più del Milan significa che l’abisso di questo distacco, un tempo inesistente, non nasce adesso e infatti soprattutto nella prima parte della gara non si è vista questa differenza. O meglio, una differenza c’è stata, ma a favore del Milan che ha avuto quattro occasioni per segnare, due delle quali notevolissime. La prima con Piatek (colpo di testa in piena libertà, ma palla fuori), la seconda con Paquetà (altro colpo di testa, su cross di Conti, con Szczesny che ha tolto la palla dall’incrocio dei pali), la terza con Hernandez (botta dalla distanza, altra deviazione del portiere polacco), infine la quarta di nuovo con Piatek (diagonale respinto da Szczesny). Il Milan giocava discretamente, con personalità e buona tecnica. La Juve no. La squadra di Pioli vinceva quasi tutti i duelli diretti: Bennacer meglio di Bernardeschi, Paquetà nettamente meglio di Matuidi, Krunic teneva a freno Bentancur, Conti chiudeva lo spazio a Ronaldo e la coppia Duarte-Romagnoli non temeva troppo Higuain.

POI DYBALA... - Sarri ha preso la decisione giusta, ha tolto Ronaldo (che se n'è andato rabbioso e livido) e messo Dybala, il giocatore che quando vede il Milan diventa un toro. Dybala è entrato nella difesa rossonera come se avesse una lama ai piedi, ha chiesto il triangolo a Higuain, ha saltato Romagnoli (che si è opposto male col corpo) e segnato di destro. Era il suo 7° gol contro il Milan in Serie A, contro nessun’altra squadra ha fatto meglio. Era in campo anche Douglas Costa, che aveva dato il via all’azione. Il Milan ha ripreso ad attaccare nel finale ma Szczesny ha risposto bene. I tre punti sono del portiere polacco almeno quanto lo sono di Dybala. In fondo ci restava un dubbio, o meglio, una vaga sensazione: se il Milan avesse avuto Mandzukic, il quinto ed ora escluso attaccante della Juve, forse questa partita non l’avrebbe persa.