Dalla contestazione all'indifferenza. Se il primo giorno di di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus era stato caratterizzato dalla furiosa protesta dei tifosi bianconeri ai cancelli di Vinovo, quello di Maurizio Sarri è stato contornato da un silenzio assordante. Sia ieri che oggi nessun tifoso si è presentato alla Continassa o all'Allianz Stadium. Niente applausi e niente fischi. Calma piatta. Che il tecnico toscano non sia gradito a parte della tifoseria è cosa nota, basta vedere i commenti che ancora girano sui social, il polso dell'umore dei tifosi bianconeri e non solo.

LEZIONE IMPARATA - Verrebbe da pensare che i tifosi di Madama abbiano imparato la lezione. Cinque anni fa avevano criticato un tecnico che poi, tra alti e bassi, hanno imparato ad amare ed hanno salutato con le lacrime agli occhi. In tanti si sono ricreduti. Merito di 11 titoli in cinque stagioni e di una credibilità europea (al netto delle finali perse) finalmente ritrovata. Eppure, nonostante Allegri fosse tacciato di far giocare troppo male una squadra dalle grandi potenzialità tecniche e nonostante la società abbia portato a Torino uno dei maestri del nostro calcio, uno che può davvero coniugare risultati e prestazioni champagne, l'accoglienza del popolo bianconero è stata freddissima, glaciale. Il problema in questo caso non è tecnico ma d'immagine. Nonostante l'anno londinese, infatti, Sarri è ancora visto come il "nemico" che voleva sfondare i cancelli del palazzo e che invece è finito per entrarci dalla porta principale.

SCETTICISMO – Sarri ne è consapevole e l’ora abbondante di conferenza stampa di oggi è servita per spiegare non solo la Juventus che ha in testa ma anche per riposizionarsi rispetto a un personaggio che si è creato nei sui anni napoletani e che non sarà facile da cancellare. Non ha tentato di ingraziarsi i tifosi della Juve a tutti i cosi, ha spiegato ancora come quel dito medio prima di Juve-Napoli fosse diretto a “10-20 stupidi che sputavano e urlavano terroni di merda” e che per lui “non sono tifosi della Juve”. Ha usato anche alcune espressioni che faranno discutere come “non so cosa sia lo stile Juve” ma ha dimostrato un forte affiatamento con il gruppo dirigenziale che l’ha fortemente voluto a Torino.

VINCERE - L’impressione è che almeno a parole Sarri abbia convinto una parte scettica della tifoseria, la stessa tifoseria che dopo gli insulti ad Allegri e Bonucci è risalita di corsa sul loro carro di fronte ai risultati che poi sono l’unica spiegazione che i tifosi riescono a comprendere al 100%. L’accoglienza di questi primi due giorni bianconeri è stata fredda, sarà Sarri a dover trasformare l’immobilismo del tifo bianconero nella "benzina" per il resto della stagione e oltre. Di certo si è mostrato sicuro di sé e per niente preoccupato dalla fredda accoglienza: se l'aspettava perché come ha detto pure lui, lo scetticismo lo ha accompagnato per tutta la sua carriera. Sarri sa anche che per che per portare i tifosi della Juve dalla sua parte c’è una strada sola: “vincere e dare un bello spettacolo sul campo”. I tifosi della Juve lo accetteranno solo se riuscirà a farlo.

@lorebetto