Napoli abbatte Sarri e Higuain, additati come traditori, coloro i quali hanno abbandonato la città per volare - chi prima e chi dopo - all’odiata Juve. E’ una vendetta in piena regola e arriva nella notte in cui i bianconeri devono scappare via e alimentare la fuga scudetto. Macché: paradossalmente Inter e Lazio, entrambe a loro modo deludenti in questa domenica di sorprese, alla fine guadagnano un punto rispetto ai campioni d’Italia. La Juve di Allegri non piaceva a tanti, ma aveva uno straordinario ‘killer instinct’, nel momento decisivo non falliva mai l’occasione per fare la differenza; questa ha trasformato l’opportunità più importante in un clamoroso autogol, rimediando la seconda sconfitta del campionato nel momento in cui una vittoria sarebbe stata fondamentale.

La Juve ha perso non solo perché ha giocato male, ma anche perché è stata poco concreta: ha creato rarissime occasioni, si è fatta imbrigliare a centrocampo, ha difeso con troppe sbavature. Nel primo tempo il Napoli ha contrastato e annullato ogni iniziativa bianconera, quindi anche Pjanic ha mollato per infortunio e allora la squadra di Gattuso ha colpito. Il primo gol lo ha segnato Zielinski, raccogliendo una respinta del connazionale Szczesny su conclusione di Insigne: nell’azione il portiere è sembrato molle, rimettendo la palla troppo centralmente. Il raddoppio è arrivato ancora grazie al capitano del Napoli, vero uomo partita, abile a mettere in rete al volo una ribattuta corta (decisiva una deviazione di De Ligt).

Il gol in chiusura di Ronaldo, il dodicesimo nelle ultime otto partite del portoghese, non deve trarre in inganno. In questa partita la Juve è stata abbandonata anche e soprattutto dai suoi uomini di maggior classe, da Cristiano a Higuain (autore solo di una rovesciata a tempo scaduto) fino a Dybala. Fatto sta che Inter e Lazio hanno recuperato un punto. Allegri, dove sei?

@steagresti