Nel bel mezzo del campionato, nella dura lotta per il vertice, in un anno d'incertezze e di vuoti e pieni di speranze, ci si ferma. Come quelle vecchie cassette che saltano sul più bello, quei dvd un po' datati che si rifiutano di fare il proprio lavoro mentre c'è la scena clou del film della tua vita. Stop. Posto di blocco della vita. In cui realizzi che no, non c'è solo il calcio. Che la vita è tanto altro, anche se in questo momento ti sembra solo una prigione dorata.  Una premessa doverosa perché, in mezzo a tanto orrore, il Coronavirus un piccolo regalo ce l'ha fatto: ha preso la normalità e ne ha fatto futilità. Tutto quello che riempiva la nostra vita l'ha trasformato in oggetto superfluo, riportandoci a pensare alle priorità di tutto. Ben più primitivo. Capita allora che anche a Napoli, alla fine, riescano a passare allo 'scienziato juventino', e cioè al Prof. Ascierto. Paolo De Paola, ex direttore di Corriere dello Sport e Tuttosport, ha parlato di una Napoli che menziona sempre meno l'oncologo e la sua cura per il Coronavirus, proprio per questo difetto bianco e nero. In realtà non è proprio così. Azzarderemmo che non è assolutamente così. Anzi, ci piace pensarlo e farlo: il Coronavirus ha abbattuto i confini italiani, in attesa di farlo con quelli europei.