Steven N’Zonzi ha compiuto ventotto anni a dicembre e, a parte sei presenze con l’Under 21, non ha mai giocato un solo minuto con la nazionale francese (tanto che, qualche mese fa, ha lanciato un messaggio al Congo, suo paese d’origine: se volete, vengo da voi). Un dettaglio? Ammettiamo che sia così, valutiamo la possibilità che i Bleus abbiano avuto negli ultimi anni tutti ct che sbagliavano a non ritenerlo meritevole di attenzione. Ci sta.
 

Guardiamo, dunque, al resto del suo percorso. A ventuno anni ha cominciato una lunga avventura in Premier: tre stagioni nel Blackburn, tre stagioni nello Stoke. Possibile che, in sei anni, nessun grande club inglese abbia capito le sue qualità? Mettiamola così: un altro dettaglio. Quindi ha scelto la Spagna. Non il Real, il Barcellona o l’Atletico, bensì il Siviglia, la quarta forza, una squadra costruita con possibilità economiche non straordinarie ma comunque capace nell’impresa di conquistare tre Europa League consecutive. Lui, Steven, è stato tra i protagonisti dell’ultimo successo, quello del 2015-2016: è stato allora, quasi a ventisette anni, che ha giocato la sua prima partita in una coppa europea. Altro dettaglio.


A quanto ci racconta il mercato, Steven N’Zonzi dovrebbe diventare presto un calciatore della Juve: sarebbe lui l'uomo scelto per consentire al centrocampo bianconero di compiere il salto di qualità, l'elemento da affiancare a Pjanic per colmare il gap con il reparto centrale del Real, emerso nella finale di Champions.


Abbiamo forti dubbi che N'Zonzi sia la soluzione migliore. Un po’ per la sua storia, un po’ per averlo osservato spesso in azione: un gigante di straordinaria forza atletica, un frangiflutti, un muro, ma certamente non un fenomeno sul piano tecnico né in velocità. Un calciatore ottimo per il Siviglia, insomma: una squadra che lotta per il quarto posto nella Liga, a distanza siderale dalle prime (in particolare dalle prime due). Ma per la Juve, che ha strabattuto il Barcellona e ha ceduto al Real in finale, e che comunque vuole giocarsela alla pari con le regine di Spagna, non può essere lui l’uomo giusto. E questo senza entrare nella valutazione economica: quaranta milioni appaiono davvero un’esagerazione.


A gennaio, quando abbiamo scritto che Rincon era un centrocampista eccellente per il Genoa ma improponibile per la Juve, molti ci hanno educatamente contraddetto e non pochi ci hanno addirittura insultato. Ora tutti sperano di non vedere mai più il venezuelano in maglia bianconera: è evidentemente inadeguato.


N’Zonzi non è Rincon: è un calciatore differente e migliore. Ma non è, non può essere lui a far compiere un salto di qualità a questa Juve che, a 45 minuti dalla fine della stagione, era in corsa per vincere tutto.

@steagresti