Massimiliano Allegri, in conferenza stampa, parla alla vigilia di Milan-Juve.

CONSAPEVOLEZZA - "Stiamo vivendo un buon momento, ma il percorso è lungo. Mancano tante partite. Siamo indietro in classifica e domani è una partita bella da giocare. Dispiace per i 5mila spettatori e comunque questi grandi eventi, di partite, sarebbe bello giocarli con gli stadi pieni. Purtroppo ora non è possibile. Resta Juve-Milan, importante per la classifica. Serve fare bene": 

BERNARDESCHI - "Come sta? Qui le formazioni subito... menomale non li ho ancora visti, serve l'allenamento, devo valutare. Stanno tutti bene, a parte Bonucci e Ramsey, negativo, ma comunque è un giocatore in uscita. Poi oggi valuterò la formazione. Speriamo di indovinarla per domani sera".

ALZARE L'ASTICELLA - "Non andiamo troppo in là, cerchiamo di fare risultato domani, non sarà semplice contro un Milan che ha lavorato molto bene in un anno e mezzo. Complimenti a Pioli, il Milan è in lotta per lo scudetto. Per noi partita importante. Bisogna rimanere attaccati, arrivare a fine febbraio nelle migliori condizioni di classifica. Non possiamo pensare ora allo scudetto, racconteremmo cose che non hanno senso. Ora c'è il Milan, siamo in grado di vedere partita dopo partita, poi vedremo dove arriveremo".

SUL PERCORSO - "Vincere contro una big? Non è questione di vincere con una big, domani 3 punti sarebbero importanti. Sappiamo che non è facile, il Milan fa gol, ha ottime caratteristiche su palle alte che nei contropiedi. Ha giocatori con ottima tecnica, vengono da un periodo lungo con tanti risultati. Stiamo lavorando per cercare di agguantare e rimanere vicino alle prime 4. Poi che non abbiamo vinto con le prime 4, magari domani sarà la prima volta". 

DYBALA - "Paulo sta meglio fisicamente, sta crescendo, è molto sereno e questo lo aiuta perché è più libero nel giocare. Direi che ha meno responsabilità addosso. Sono contento di ciò che sta facendo. Da qui alla fine della stagione ci darà molto".

KEAN - "Sono contento di ciò che sta facendo Moise, ha fatto gol importanti. Con la Roma vinto con gol suo, due reti importanti con lo Spezia, ha alternato buone prestazioni a prestazioni meno buone com'è normale che sia. Giocatore di grande affidamento e sono contento. E' un ragazzo del 2000, non scordiamocelo". 

ALL'ALTEZZA DELLE MIGLIORI - "Purtroppo le prime 4, o ce le tolgono dal campionato e fanno un'altra classifica, o la media è quella lì. Le prime 4 di campionato ci hanno messo nelle condizioni di dover rincorrere. Anche vero, come successo nelle altre partite, con due gare fatte bene e una sbagliata dagli altri, gli salti addosso. Ora dobbiamo pensare al Milan, poi c'è la sosta e da recuperare. Ora abbiamo il campionato, poi le coppe, tutti dovremo star bene". 

PUNTA SU ARTHUR? - "Il mercato? La rosa è questa, l'ho già detto e rimarrà questa. Poi c'è la partita, la sosta e c'è il mercato. Non scordiamoci che Arthur veniva da 6 mesi di inattività, aveva bisogno di continuità e minutaggio. Ora sta facendo buone prestazioni. Non si discute il giocatore, ma ha caratteristiche che mi fanno schierare altri giocatori. Fa parte delle scelte di partita in partita. Poi lui è un titolare della nazionale brasiliana, anche se non è convocato resta un giocatore importante". 

GRUPPO AL 100% - "Tutti danno tutto? All'inizio queste cose ci sono state di più, la squadra sta lavorando bene. Chi va in campo, chi va in panchina, chi entra dopo. Questione di rispetto: chi va in campo deve avere rispetto di chi meriterebbe di giocare, chi entra deve dare una mano a chi è in campo. Con quest'equilibrio si fa più facilmente risultato. All'andata 75 minuti di Juve bella, poi subito un gol superficiale e loro hanno avuto occasioni per vincerla. Il Milan è imprevedibile, con loro le partite non finiscono mai e ci vuole una grande prestazione". 

RICOSTRUZIONE - "Milan modello? Hanno lavorato bene, hanno fatto le cose in modo ordinato. Hanno scelto buoni giocatori e le partite si vincono così. Si sono deresponsabilizzati da ciò che avevano addosso, carico Milan, e ora sono lì che lottano per il campionato. La Juve arrivava da 9 anni irripetibili per una società di calcio in Italia. L'anno scorso hanno vinto comunque due trofei e sono andati in Champions. Quest'anno, senza Ronaldo, più spazio ad altri, e abbiamo giocato delle partite, come a Roma, con 6 giocatori che ballavano tra i 20 e i 23 anni. 60% di una squadra, non è poco. I giovani danno forza e corsa, ma mancano in esperienza. Non è essere più bravo, ma esperienza. Quella la migliori solo giocando, facendo partite, capendo la gestione e il momento della partita. Su questo direi che sono molto migliorati. Abbiamo giocato una partita con l'Udinese e l'abbiamo fatta con maturità, aspettando il momento giusto per fare gol e questo è un passettino in avanti".