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Juventus regina di esoneri. Chi l’avrebbe mai detto: uno dei club italiani maggiormente abituati alla continuità di guida tecnica - sei allenatori cambiati in un decennio, undici negli ultimi venti anni - è in realtà un campione nel far “saltare le teste”. A patto che si tratti di quelle degli avversari. Sinisa Mihajlovic è l’ultima vittima della Vecchia Signora, una squadra che continua a macinare punti e a regalare delusioni ai rivali di sempre.

NON SOLO MIHA - Se l’addio del tecnico serbo al Torino è senza dubbio il culmine di un rapporto gradualmente deteriorato, la sconfitta nel derby ha rappresentato l’ultima goccia per il presidente Cairo. Una decisione percepita come necessaria dal numero uno granata, deluso dall’involuzione della squadra e dal comportamento del proprio allenatore. Con l’espulsione guadagnata ieri all’Allianz Stadium, si è chiusa di fatto l’esperienza di Mihajlovic all’ombra della Mole. L’altra faccia della medaglia ha il sorriso della Juventus, uscita ancora una volta dal campo con lo scalpo dell’avversario. Perdere contro i bianconeri non è un evento così raro in Italia: eppure diverse società hanno colto l’occasione, proprio dopo uno scivolone con la Juve, di cambiare volto alla panchina. Debacle fragorose o occasioni perse: in ogni caso, sbattere sulla Signora è costato caro a questi tecnici.

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