Quel sorrisone dopo ogni gol è quasi contagioso. Numero 14 sulle spalle, capelli ricci e via ad esultare. Harry Potter lo chiamano, perché Weston McKennie è uno che le magie le fa per davvero. La bacchetta non gli serve, ci pensano i piedi - e la testa - a trasformarlo in un mago. Per lui parlano i numeri: con quello di stasera è il quarto gol in campionato, 5 considerando anche la Champions; nessun centrocampista centrale della Juve ha segnato più di lui.

A MEZZO SERVIZIO - E pensare che contro il Crotone non era neanche al top della forma. Leggermente acciaccato per un problema all'anca, Pirlo non ha voluto rinunciare al texano e l'ha schierato centrale, vicino a Bentancur. Un po' per scelta, un po' per esigenza, perché con Rabiot squalificato e Arthur infortunato le alternative non erano molte. C'era Ramsey, che l'allenatore ha preferito spostare esterno con Weston in mezzo. Un tuttocampista l'ex Schalke, quantità e qualità al servizio della squadra. Difende e attacca, prima segna poi lo ritrovi a fermare l'attaccante avversario.

IL RETROSCENA - Insomma, rinunciare a lui sta diventando impossibile. Lo sa bene anche Fabio Paratici, che lo scoprì guardandolo in televisione durante il lockdown. Città blindatissime a causa del Covid, non si poteva uscire e in tv c'era - solo - la Bundesliga, primo campionato a riprendere dopo la prima ondata del virus. Il CFO bianconero guarda lo Schalke e rimane incantato di fronte a McKennie. Affonda il colpo e lo porta a Torino. Primo americano nella storia della società, miglior marcatore a stelle e strisce della Serie A: con il gol di oggi ha superato l'ex Roma e Chievo Michael Bradley. Palla in rete e sorrisone di Weston, l'Harry Potter della Juve.