Il personaggio del giorno, anzi il personaggio dei prossimi 10 giorni. Stiamo parlando di Giovanni Martusciello, il capo allenatore della Juventus per le prime due partite della stagione 2019/20. Sì, perché la polmonite ha costretto Maurizio Sarri a uno stop forzato e così a dirigere le operazioni sul campo di gioco ci sarà lui, così come è stato negli ultimi giorni di allenamento. Una sorpresa, gradita, anche per la sua famiglia, che lo rivedrà di nuovo su una panchina di Serie A - come primo allenatore - dopo l'esperienza di Empoli. Lui, che tifa Juve fin da bambino, che rende orgogliosa la sua Ischia e che ora vuole conquistare l'affetto dei tifosi juventini. Ce lo racconta il fratello Pasquale, anche lui vincente allenatore (sarà un "vizio" di famiglia), cresciuto con la gavetta. Dai campetti alla Serie A: ecco Giovanni Martusciello.


Una situazione nuova e particolare, ora Giovanni è il primo allenatore della Juventus. Come si sente?
"Particolare e difficile, perché non è facile gestire abitualmente campioni come Ronaldo e tutti quelli che ci sono alla Juve, poi la polmonite di Sarri, presa in Cina in tournée, ha complicato un po' i piani. Spero vada tutto bene: Giovanni ha le qualità per stare sul campo e gestire la rosa, facendo bene, chiaramente uno stop durante il processo di apprendimento iniziale è diverso rispetto a sostituire Sarri durante il campionato, magari per un'espulsione come successo in passato. All'inizio, con gli schemi non ancora appresi completamente, rende tutto non tanto semplice, ma lui ha la capacità di starci, fare bene e risolvere i problemi" 

Un precampionato complesso, all'insegna dell'apprendimento di nuovi schemi. 
"La Juve di Allegri era diversa, adesso ci sono situazioni tutte nuove. Prima la Juve aspettava al limite dell'area e ripartiva, ora Sarri vuole un gioco tutto offensivo e improntato al possesso del pallone. Un dictat di mister Sarri, anche se mio fratello ha fatto e farà benissimo. Del resto sono insieme dal 2010".

Com'è stato l'ambientamento alla Juve?
"Lì è tutto diverso. Mio fratello lo scorso anno doveva andare al Chelsea con Sarri, poi non è andato perché la trattativa con il mister era andata oltre luglio e così è rimasto all'Inter, un altro anno volentieri, anche per l'amicizia che lo lega a Spalletti. Riguardo la Juve mi ha detto che a livello societario è tutto preciso. Non manca nulla, non sbagliano nulla. Puntuali, schematici e non lasciano nulla al caso. Anche rispetto alle esperienza precedenti, c'è differenza: è tutto organizzato al dettaglio. Un mondo diverso da tutti, anche rispetto agli altri grandi club italiani. La Juve è il top club. La più forte, ha due squadre che potrebbero entrambe vincere lo scudetto, c'è l'imbarazzo della scelta".

A proposito di questo, come vede la questione turnover con Sarri?
"Credo che alla Juve, come al Chelsea, farà girare molto di più. Sono i top campioni, non c'è solo Ronaldo, dal centrocampo alla difesa farà girare. Sarebbe un controsenso non farlo. A Napoli non cambiava perché quelli aveva a disposizione e di quelli di fidava, sapeva che con loro poteva vincere. Lo si è visto anche con Ancelotti: il turnover, spesso, coincideva con sconfitte o stop. Ad esempio con la Samp all'andata: 3-0. Alla Juve non capiterà, lì farà turnover visti tutti i giocatori a disposizione e le partire. Non sarà esagerato, ma ci sarà. Va tutto meccanizzato, magari all'inizio sarà più difficile farlo, ma verrà con il tempo. Dybala e Bentancur sono arrivati da poco, anche Douglas Costa che però è un fenomeno tecnicamente: li sta provando".

Dalla gavetta alla prima da primo allenatore della Juve. Quanto è emozionante?
"Io non ci credo ancora, anche se l'ho visto con la Triestina. E' una grandissima soddisfazione per la nostra famiglia, ma anche per tutta l'isola di Ischia. Sono sicuro che farà bene. E' il suo lavoro, lo fa da tanti anni anche se spesso in disparte, ora può mettersi in luce per due partite, spero vada alla grande". 

E Napoli come ha reagito?
"Io stesso sono tifoso del Napoli, non matto ma lo sono. Però ora con mio fratello alla Juve non posso non fare il tifo per lui. Sull'isola ci sono tantissimi napoletani accaniti che non lo accettano, nè per Sarri nè per lui. Al paesello nostro è diverso: su 2000 persone, almeno 1999 sono felicissime. Un ragazzo cresciuto sui campetti di Ischia che ora è alla Juve. Bellissimo".

Era tifoso juventino fin da piccolo?
"Sì, non l'ha mai esternato troppo, anche per lavoro, ma sì. Ha sempre fatto il tifo per la Juve. E da piccolino anche io, poi mi sono avvicinato al Napoli".

Qual è il giocatore che ha impressionato di più Sarri e Giovanni?
"Khedira. Me l'ha detto proprio mio fratello. Come è arrivato si è visto: è irrinunciabile, ha tecnica e intelligenza. E poi ha tempi di inserimento che nessuno ha. Speriamo che non abbia infortuni".

Un'analisi della difesa? 
"Sono tutti forti, preparati e intelligenti. Basta poco per capirsi e farsi capire. Anche De Ligt, appena arrivato, è un top, anche se ci vuole un attimo di ambientamento per limare qualche errore fatto, come quello con l'Atletico Madrid. Una palla sopra così non va presa, ma credo che lì ci sia stato un fraintendimento con il portiere che l'ha chiamato e non si sono capiti. Dalla tv si vede solo l'ultima parte, ma c'è stato sicuramente un malinteso. Vanno migliorate le piccole cose, che ad alto livello paghi subito". 

Il caso Icardi: vissuto all'Inter da Giovanni, che ora potrebbe trovarlo alla Juve...
"Io e lui parliamo poco di mercato, però ci sono queste voci. Lui è un bomber, ma per arrivare alla Juve devono uscire 2 o 3 giocatori. Non so nemmeno come faccia l'Inter a pensare di privarsi di un giocatore così, che ha fatto benissimo. Conte l'ha escluso per il contorno, ma è incredibile. Lo stanno svalutando, le squadre aspettano fino all'ultimo giorno e provano il colpo in saldo".