Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus, ha parlato a Rai Sport prima della sfida di Coppa Italia contro l'Atalanta: "Puntiamo al quarto trofeo consecutivo? Questa è la tradizione della Juve, partecipare per vincere. E' nel nostro dna, c'è il rispetto per l'avversario ma la volontà di arrivare fino in fondo".

IL FUTURO DI GIGI - "Buffon? Premetto che noi siamo tutt'uno, sotto tutti i punti di vista. E' giusto che un campione come lui faccia le sue riflessioni in tutta calma. E' importante che sia tornato in gruppo e che indossi stasera la maglia della Juve. Rinnovo? Noi abbiamo sempre detto che la decisione spetta a lui, il confronto con il presidente sarà basato sul grande rispetto reciproco". 

OBIETTIVO POLITANO - "La battuta di De Laurentiis è ironica, fatta simpaticamente, visto che era uscita una dichiarazione analoga di Sarri. E' un giocatore di proprietà del Sassuolo, io ho detto che una società così non ha necessità di privarsi dei propri giocatori visto che ha una base finanziaria solida. Vero è che abbiamo approcciato in questi giorni vista l'indisponibilità di Cuadrado, che però dovrebbe essere contenuta nel tempo. Il destino di Politano dunque non sarà legato alla Juve" 

INFORTUNIO DI CUADRADO - "E' pur sempre un intervento chirurgico, ma viste le relazioni che ci sono state fatte voglio essere ottimista. In 40 giorni lo riavremo a disposizione. La rosa di Allegri è sufficiente anche senza Cuadrado per affrontare gli impegni stagionali, abbiamo costruito un gruppo molto omogeneo dal punto di vista della qualità". 

COPERTA CORTA IN ATTACCO - "Abbiamo fuori Dybala e Cuadrado, ma abbiamo la fortuna di avere giocatori eclettici come Mandzukic. E poi soprattutto in un giorno di mercato è difficile trovare un giocatore di grossa qualità che si possa inserire nel nostro contesto. Il mercato di gennaio non offre quanto quello estivo, non abbiamo assistito a grandi colpi". 


CAOS FIGC - "Nella mia memoria ricordo che negli ultimi 30 anni si sono dimessi due presidenti federali ed entrambi per risultati sportivi e non per cattiva gestione. Dobbiamo riportare il pallone al centro, con valori importanti e competenze relative a quello che è il Club Italia. Oggi rischiamo di essere fanalino di coda dietro alle Nazioni che vanno per la maggiore, lo vediamo per i diritti televisivi. Dobbiamo mettere da parte le schermaglie e la politica federale, dando spazio alle competenze".